di Giorgio De Zorzi
Il toponimo da cui nasce il nome del comune Tramonti di Sopra (PN), in provincia di Pordenone, deriva dalla locuzione di epoca medievale “tra i monti”, mentre la specifica "di Sopra" deriva da una suddivisione in epoca veneziana.
Mons. Ernesto Degani (1841–1922), nel suo “La Diocesi di Concordia. Notizie e documenti” stampata a San Vito al Tagliamento nel 1880, ritiene che le invasioni ungare del X secolo, spinsero le popolazioni a rifugiarsi in queste valli delle Prealpi Carniche.
Le origini dell'insediamento sono comune antiche: una bolla papale del 1082 costituisce la prima attestazione documentaria conosciuta di “Tramons”, denominazione che indicava probabilmente l'intera Val Tramontina, comprendente quindi gli attuali centri di Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto e Tramonti di Mezzo.
Nel Medioevo il territorio fu inizialmente sottoposto all'Abbazia di Santa Maria di Sesto al Reghena, come ci indica una bolla di papa Lucio III del 1182. Passò successivamente sotto la giurisdizione del vescovo di Concordia. Tramonti e i suoi abitanti prestarono la loro opera per l’arsenale di Venezia e per l’industria del vetro di Murano.
Tramonti fu sottoposto alla giurisdizione patriarcale fino al 1420, quando subentrò il governo veneziano.
Con privilegio del 29 agosto 1608 Venezia avocò a se tutta la zona fissando i confini con le tre Ville: Prima Villa (Tramonti di Sotto), Villa di Mezzo (Tramonti di Mezzo), Villa di Sopra (Tramonti di Sopra). Questa diretta amministrazione era dovuta ai boschi di queste valli che fornivano prezioso legname all’arsenale di Venezia e quindi rappresentavano una risorsa da tutelare.
Nel 1780 si stabilì qui una comunità valdese, che costruì una chiesetta. Ancora oggi esistente, è l’unica comunità presente tra le montagne del Friuli Venezia Giulia. Nel 1782 ci fu la separazione amministrativa tra le comunità di Tramonti di Sopra e Tramonti di Mezzo e di Sotto. Il 7 giugno 1794 un rovinoso terremoto con un prolungato sciame sismico portò gravi distruzioni e numerosi morti nell’alta Val Meduna. Un’altra forte scossa si ebbe il 30 giugno. Nell'area tramontina furono distrutte totalmente o parzialmente circa 160 abitazioni; i danni maggiori interessarono Tramonti di Mezzo, mentre a Tramonti di Sopra numerose case subirono il cedimento del tetto.
Dopo la fine della Repubblica di Venezia e con l’istituzione del Regno d’Italia napoleonico, nel 1807 Tramonti di Sopra venne incluso nel Dipartimento del Tagliamento, Distretto di Spilimbergo, Cantone di Travesio quale comune di III classe.
Con il governo asburgico e l’istituzione del Regno Lombardo-Veneto, con la Circolare n. 196 del 1819 gli venne attribuito il Consiglio comunale senza ufficio proprio, avendo superato il numero di 300 estimati. Nel 1822 ci fu l’abolizione del Cantone di Travesio e quindi Tramonti di Sopra fu assegnato al distretto di Spilimbergo.
Nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. Nel 1880, durante i lavori per un tronco della strada rotabile Tramontina, in località Tridis furono scoperte tombe di mattoni e due grandi cisterne, che contribuirono a riscrivere la storia antica del luogo.
Il Torrente Meduna, che attraversa l’area del comune, presenta caratteristiche di grande interesse per l’utilizzazione idroelettrica. Furono negli anni Venti del Novecento creati dei minuscoli impianti, come quello presso il mulino di Tramonti di Sopra e, grazie alle piccole centrali di Domenico Zatti a Tramonti di Sopra e di Giovanni Mongiat a Chievolis, la corrente elettrica arrivò in molte borgate della valle.
Ma fu nel secondo dopoguerra che si ebbe lo sfruttamento su larga scala. Dopo la diga di Ponte Racli, in comune di Tramonti di Sotto (PN), che la S.A.I.C.I. (poi confluita in Edison) iniziò a costruire nel 1947 e avviò alla produzione nel 1952, nel 1960 iniziarono i lavori per la diga di Ca’ Selva, nel 1961 quelli per la centrale di Chievolis e nel 1962 quelli della diga di Ca’ Zul, nell’impianto di Valina. Gli impianti sono in pieno esercizio dopo il 1965.
Nel 2000 costituisce l’Unione Val Meduna, insieme ai comuni di Frisanco (sede fisica dell'Unione), Meduno (ritiratosi però nel 2006) e Tramonti di Sotto, allo scopo di promuovere lo sviluppo socio-economico del territorio e per assolvere in sinergia compiti comunali che per i singoli enti risultavano gravosi.
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