di Giorgio De Zorzi
Il Castello di Villalta, si trova nell’omonima frazione del Comune di Fagagna in provincia di Udine e domina da un'altura di origine morenica di 176 m il paese sottostante. Considerato tra i più importanti castelli medievali del Friuli, rappresenta un chiaro esempio dell’architettura difensiva della sua epoca.
Precedentemente esistevano in zona diverse fortificazioni romane e probabilmente il castello ebbe origine da una di queste nel X-XI secolo. Forse la fortificazione sorse dove già c’era un castelliere.
Nel 1158 incontriamo un "Pernhardus de Filaht", dove la forma tedesca è molto evidente. In un documento del 1169 si trova invece già la versione più romanza, con un certo Hericus da Villalt, riconosciuto come appartenente ad un ramo della più antica famiglia di Caporiacco.
Viene citato come testimonio a Villaco dell'atto di conferma, da parte del Patriarca Ulrico II di Treffen, della donazione di una “corte” in Aquileia al Capitolo di Gurk, compiuto dal suo predecessore Pellegrino I. Tanto questo Enrico, quanto i suoi discendenti, ebbero una cospicua posizione nella nobiltà friulana e parecchi mezzi economici.
Il castello di Villalta visto da Fagagna con Udine sullo sfondo. (Foto AFIP).
Le continue lotte per il suo possesso, testimoniano la sua importante funzione militare. Nel 1216, Ezzelino da Romano, in lotta con il Patriarca assieme ai conti di Gorizia, inviò le sue truppe, guidate da Guecellone da Camino, contro il maniero, ma Enrico di Villalta detto “il Vecchio”, abile e saggio condottiero, seppe respingeree l'assalto dei Trevigiani al castello.
Il Patriarca Pietro II Gera confermò nel 1300 ai Villalta la signoria sul maniero, ma lo stesso anno, li fece assalire dal conte di Ortemburg, che però fu respinto per fiera resistenza dei castellani. Nel 1310 se ne impadronì il conte di Gorizia, ed Odorico da Villalta, con molto rischio, riuscì a calarsi dalle mura travestito da frate per rifugiarsi presso i signori di Camino. Quasi tutti i difensori furono uccisi per vendicare la morte di una cinquantina di assalitori. Il castello venne atterrato e le vettovaglie furono trasportate a Udine.
I Villalta però, in breve, ottennero di ricostruirlo e lo riedificarono nuovamente. Nel 1315 resistettero ancora al conte di Gorizia. In seguito, per essersi alleati con altri feudatari nell'assassinio del Patriarca Bertrando di S. Genesio (1350), il maniero venne distrutto nel 1353, nella repressione attuata dal successore, il patriarca Nicolò di Lussemburgo.
Fu ripristinato ancora, più sfarzoso, ma venne poi preso dagli Udinesi e dai Veneziani nel 1385, i quali misero sei giorni per raderlo ancora una volta al suolo. Nonostante questo nel 1388 il Patriarca permise che lo si ricostruisse, cosa che si fece con ancora maggior bellezza. Tali vicende avevano portato finanziariamente allo stremo i Villalta, famiglia molto illustre che diede al Friuli condottieri e vescovi. I Villalta, per un prestito avuto da Carlo della Torre di Udine, dovettero cedere una parte del castello a questa nuova famiglia, che qualche tempo dopo ebbe l'intero complesso.
I Torriani, famiglia di origine lombarda, acquistarono altri beni dai Villalta e da vari feudatari. Nel 1419 il castello fu preso da Venezia e da allora le investiture furono concesse ai della Torre. Questa celebre famiglia che aveva già avuto la signoria di Milano, si assicurò notevoli fondi nel Friuli e quindi anche una posizione preminente nella Patria. Ebbero un seggio nel Parlamento Friulano che diede lustro al cognome di conti della Torre - Valsassina.
Durante il famoso “Giovedì Grasso” del 27 febbraio 1511, il castello fu assalito e le donne dei Torriani dimoranti a Villalta fuggirono rifugiandosi nel castello di Colloredo di Monte Albano. La famiglia quasi subito ritornò nel maniero vivendo gli anni successivi in maniera più tranquilla.
Fu ristrutturato ulteriormente e definitivamente nel Seicento, senza perdere la connotazione medievale, e ritornò nelle cronache nel Settecento, all’epoca in cui la famiglia della Torre e in particolare il conte Lucio, furono autori di efferati delitti, tanto che il Consiglio dei Dieci di Venezia, il 16 luglio 1717, dichiarò la distruzione del bel palazzo che questi aveva a Udine, oltre che il sequestro di tutti gli altri beni. Lucio fu poi decapitato il 3 luglio 1723 a Gradisca d'Isonzo, gettando l’onta su una delle più importanti famiglie feudatarie dell’impero in Friuli.
I beni rimasero per decenni sequestrati sino che, con l'arrivo di Napoleone, i Torriani poterono riaverli dal generale Bernadotte (5 e 15 luglio 1797). Il castello cominciò però ad andare in rovina, parte delle mura e dei soffitti caddero e quindi i conti della Torre Valsassina se ne disfecero.
Durante la prima guerra mondiale, fu sede di un comando austro-ungarico dopo la rotta di Caporetto. Nella prima meta del '900 venne riattivato e dopo il terremoto del 1976 venne definitivamente ristrutturato.
Oggi si presenta molto ben conservato, con una doppia cinta di mura merlate di foggia ghibellina, un quadrato torrione d'ingresso e due torri circolari ai lati, che racchiudono vari edifici fra cui quello di abitanza del XVI secolo con addossato un torrione. Si può ammirare ancora il ponte levatoio.
Il piano nobile, risistemato nel Seicento, è formato da una serie di saloni affrescati disposti in sequenza, tra i quali si incontra il Salone dei patriarchi, le sale imperiali, la Sala del Tasso e la Sala degli alberi genealogici. Nel piano terra una cucina arredata in rustico friulano, dalla quale pare Ippolito Nievo trasse ispirazione per scrivere la descrizione della cucina del castello di Fratta. In una delle torri circolari vi è la cinquecentesca cappella di San Michele, in cui si conserva la bella pala della Madonna della Corona. Fu dichiarato monumento nazionale nel 1974.
Il castello di Villalta è attualmente di proprietà della famiglia dei conti Gelmi Caporiacco e destinato anche ad ospitare eventi pubblici e privati.
Ulteriori informazioni: www.castellodivillalta.it
Fagagna - Il castello di Villalta (Foto AFIP).
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