Di Giorgio De Zorzi
La città dei Longobardi, tra tesori d’arte, leggende e paesaggi del Natisone
Cividale del Friuli, comune in provincia di Udine, è una delle città storiche più importanti del Friuli Venezia Giulia. Situata lungo il fiume Natisone, ai piedi dei Colli Orientali del Friuli, conserva un patrimonio artistico e architettonico che racconta oltre duemila anni di storia. Le tracce dell’epoca romana, i monumenti longobardi, le testimonianze del Patriarcato di Aquileia e gli edifici delle epoche successive convivono in un centro storico ricco di scorci suggestivi.
La posizione, tra la pianura e le prime vallate prealpine, ha favorito nei secoli i collegamenti verso l’arco alpino orientale. Il paesaggio alterna le rive rocciose del fiume, le colline coltivate a vigneto e le strade che conducono verso borghi e ambienti naturali di grande interesse.
Antica sede di un importante ducato longobardo, conserva un patrimonio storico e artistico che si intreccia con tradizioni vive, manifestazioni culturali e una gastronomia legata alla pianura friulana, ai Colli Orientali e alle vicine Valli del Natisone.
Il paesaggio alterna le rive rocciose del fiume, le colline coltivate a vigneto e le strade che conducono verso borghi e ambienti naturali di grande interesse.
Le origini di Cividale del Friuli risalgono all’epoca romana, quando era conosciuta come Forum Iulii, nome tradizionalmente collegato a Giulio Cesare e all’origine della denominazione Friuli. Nel 568, con l’arrivo dei Longobardi in Italia, divenne la sede del primo ducato longobardo della penisola, assumendo un ruolo politico e militare di primo piano.
Giulio Cesare, che la tradizione vuole fondatore di Cividale del Friuli. (Foto AFIP)
Nei secoli successivi fu uno dei principali centri del Patriarcato di Aquileia e, in seguito, passò sotto il dominio veneziano. Le testimonianze di queste epoche hanno lasciato un’impronta profonda nell’architettura e nell’identità cittadina.
Cosa vedere – Arte e cultura a Cividale del Friuli
Il monumento più celebre è il Tempietto Longobardo, conosciuto anche come Oratorio di Santa Maria in Valle. Realizzato intorno alla metà dell’VIII secolo, si trova nell’antico complesso monastico di Santa Maria in Valle ed è considerato una delle più importanti testimonianze dell’arte altomedievale europea. Le decorazioni a stucco, le figure femminili e le tracce di pittura testimoniano una raffinata cultura artistica, nella quale convivono elementi di tradizione classica e forme proprie dell’età longobarda. Il Tempietto fa parte del sito UNESCO I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.), riconosciuto nel 2011.
Il Ponte del Diavolo, simbolo della città, attraversa il Natisone in un punto dove le pareti rocciose e il corso del fiume creano uno scenario suggestivo. La struttura attuale risale alla ricostruzione cinquecentesca del ponte medievale. Il nome è legato a una leggenda popolare secondo la quale il diavolo avrebbe contribuito alla costruzione in cambio dell’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Il racconto, diffuso in diverse versioni, aggiunge un alone di mistero a uno dei luoghi più caratteristici del Friuli.
Nel centro storico si trova il Duomo di Santa Maria Assunta, principale edificio religioso cittadino, ricostruito e trasformato nel corso dei secoli. Accanto al Duomo, il Museo Cristiano e Tesoro del Duomo custodisce due capolavori dell’arte altomedievale: l’Altare di Ratchis, decorato con scene religiose a rilievo, e il Battistero di Callisto, ricco di elementi scultorei. Queste opere documentano il ruolo religioso e culturale di Cividale durante l’età longobarda e il periodo patriarcale.
Il Museo Archeologico Nazionale, ospitato nel Palazzo dei Provveditori Veneti in piazza Duomo, conserva reperti provenienti dalla città e dal territorio circostante. Le collezioni comprendono testimonianze romane e medievali, con particolare attenzione alla civiltà longobarda: corredi funerari, armi, gioielli, monete e oggetti d’uso quotidiano permettono di ricostruire aspetti della vita delle comunità del passato.
Tra i luoghi più enigmatici si distingue l’Ipogeo Celtico, ambiente sotterraneo scavato nella roccia e caratterizzato da nicchie e cavità. La sua origine e la sua funzione non sono state chiarite in modo definitivo, e le interpretazioni proposte nel tempo rimangono oggetto di discussione. È una tappa particolare per chi desidera conoscere anche gli aspetti meno noti della storia cittadina.
Una passeggiata nel centro storico permette di scoprire piazza Paolo Diacono, dedicata allo storico longobardo autore della Historia Langobardorum, e le vie circostanti, con palazzi antichi, edifici religiosi e scorci architettonici di epoche diverse. Meritano attenzione anche il Castello Canussio, complesso di interesse storico, e la Casa medievale di Borgo Brossana, testimonianza dell’architettura civile del Trecento.
L’offerta culturale comprende inoltre il Centro Internazionale Vittorio Podrecca – Teatro delle Meraviglie, dedicato alla tradizione del teatro di figura e al celebre artista cividalese, e la Galleria De Martiis, che ospita una collezione d’arte del Novecento. Fuori dal centro, i Colli Orientali offrono itinerari tra vigneti e boschi, mentre le vicine Valli del Natisone permettono di scoprire borghi, tradizioni e paesaggi di carattere prealpino.
Cosa fare – Eventi e manifestazioni a Cividale del Friuli
Cividale del Friuli è una città vivace durante tutto l’anno, grazie a manifestazioni che valorizzano la sua storia e la sua vocazione culturale. Tra gli appuntamenti più importanti figura Mittelfest, festival dedicato alle arti dello spettacolo che propone teatro, musica, danza e altre forme espressive. Nato nel 1991, promuove il dialogo culturale tra l’Italia e i Paesi dell’Europa centrale e orientale, trasformando piazze e spazi cittadini in luoghi d’incontro tra artisti e pubblico.
Il Palio di San Donato richiama la memoria medievale della città attraverso cortei, giochi, competizioni, spettacoli e rievocazioni storiche. La manifestazione coinvolge i borghi cittadini e ricrea atmosfere ispirate al passato, offrendo l’occasione di conoscere la storia di Cividale attraverso iniziative partecipate e momenti di festa. Il legame con San Donato, patrono cittadino, unisce la dimensione religiosa alla tradizione popolare.
Tra le celebrazioni più suggestive figura la Messa dello Spadone, che si svolge il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, nel Duomo di Santa Maria Assunta. La cerimonia rievoca l’ingresso a Cividale del patriarca Marquardo di Randeck nel 1366 e si distingue per la presenza di uno spadone medievale, portato durante la celebrazione da una figura in costume storico. La liturgia è accompagnata da un corteo e da momenti cerimoniali che ricordano il passato patriarcale della città. È una tradizione particolarmente significativa per la comunità cividalese e un’occasione per scoprire il legame tra storia, fede e identità locale.
Un altro appuntamento è Ritorna il Patriarca, dedicato alla memoria del Patriarcato di Aquileia e al ruolo che Cividale ebbe nella storia politica e religiosa del Friuli. Le iniziative legate alla rievocazione contribuiscono a valorizzare il patrimonio storico e a raccontare le vicende medievali del territorio.
La città ospita anche Il Trùc e Il Baule del Diavolo, mercatini che animano periodicamente il centro storico con antiquariato, collezionismo, oggetti curiosi e occasioni di incontro. Questi appuntamenti affiancano le grandi manifestazioni culturali e permettono di vivere le piazze e le vie cittadine in un’atmosfera diversa da quella della visita monumentale.
Per chi ama le attività all’aperto, Cividale del Friuli è un punto di partenza per passeggiate lungo il Natisone, itinerari in bicicletta e percorsi sulle colline circostanti. La vicinanza dei Colli Orientali consente di organizzare visite alle aziende vitivinicole e scoprire il paesaggio agricolo, mentre le Valli del Natisone offrono itinerari tra piccoli centri, boschi e testimonianze della cultura slovena. La combinazione di patrimonio storico, natura e gastronomia rende la città adatta sia a visite di una giornata sia a soggiorni più lunghi.
Cosa mangiare – Enogastronomia a Cividale del Friuli
La gastronomia di Cividale del Friuli riflette la posizione della città tra pianura, colline vitate e Valli del Natisone. La tradizione friulana si incontra con influenze culturali provenienti dai territori vicini, dando vita a una cucina legata ai prodotti locali, alla stagionalità e alle ricette tramandate nelle famiglie.
Tra le specialità più rappresentative si trova la gubana, dolce lievitato arrotolato e farcito con un ripieno ricco di frutta secca, uvetta e altri ingredienti. È particolarmente legata alla tradizione delle Valli del Natisone, ma è diffusa anche a Cividale del Friuli, che fa parte del consorzio. Accanto alla gubana si possono trovare gli strucchi, dolcetti preparati in diverse varianti, anch’essi legati alla cultura gastronomica delle vallate vicine.
Nelle trattorie e nei ristoranti si incontrano piatti della cucina friulana, salumi, formaggi e preparazioni che valorizzano gli ingredienti del territorio. Il modo migliore per scoprirle è lasciarsi guidare dalle proposte stagionali e dalle ricette locali, senza trascurare i dolci tradizionali.
Un ruolo centrale spetta ai vini dei Colli Orientali del Friuli, prodotti sulle colline che circondano Cividale e nei comuni vicini. Tra le varietà più rappresentative figurano Friulano, Ribolla Gialla, Verduzzo Friulano, Picolit, Schioppettino e Pignolo. Il territorio comprende numerose aziende vitivinicole e rientra nell’area di riferimento del Consorzio Tutela Vini Colli Orientali e Ramandolo, impegnato nella valorizzazione delle denominazioni e della produzione enologica locale. Le visite in cantina offrono l’opportunità di conoscere il lavoro dei produttori e il rapporto tra viticoltura, paesaggio e cultura gastronomica.
Cividale del Friuli è una destinazione da scoprire con curiosità, lasciandosi guidare non soltanto dai monumenti più famosi, ma anche dalle strade meno frequentate, dalle tradizioni e dalle persone che animano la città. La sua posizione, tra la storia del Friuli e le culture delle vallate orientali, la rende una porta d’accesso privilegiata a un territorio ricco di sfumature, nel quale ogni visita può diventare l’occasione per trovare un nuovo motivo di meraviglia.
Viaggio in Friuli Venezia Giulia - AFIP