di Giorgio De Zorzi
La storia antica
Con l'arrivo dei romani e la colonizzazione della regione, sicuramente il colle di Udine venne usato per scopi di vigilanza sulle vie di comunicazione e militari. I reperti di età latina sono numerosi, e testimoniano un'intensa attività umana nella zona a partire dal I sec. a. C. Sicuramente nei pressi del colle passava la “Julia Augusta” strada che da Aquileia portava al Norico, che probabilmente si sdoppiava nei pressi dei casali Paparotti.
I lavori per la lastricatura di Via Mercatovecchio e quelli di ristrutturazione dell'edificio all'angolo di sinistra tra Vicolo Sottomonte e piazza Libertà, condotti nel 2019, hanno portato alla luce delle strutture murarie romane risalenti all'età repubblicana, confermando quindi una presenza abitativa anche in quest’epoca.
Le varie invasioni barbariche hanno lasciato testimonianza nella toponomastica. Cosi Beivars deriverebbe da uno stanziamento di Baiuvari e Godia dai Goti (Mor). Arriviamo così al 452, quando Attila assediò Aquileia per tre mesi. È verosimile che durante questo periodo gli unni avessero creato un campo nelle retrovie. Potrebbero aver sfruttato i resti del castelliere come accampamento.
Dopo l’epoca romana, i Longobardi certamente costruirono degli edifici sulla sommità del rilievo. Anche la chiesa di S. Maria del Castello, che risale a quell’epoca, pare sia stata costruita utilizzando parti di un più modesto edificio precedente. La presenza di questo popolo ci è però testimoniata anche da numerosi reperti e frammenti decorativi trovati nel sottosuolo. Il reperto più interessante di quest'epoca è rappresentato da una lapide con la scritta “O. LIUTP” che si ritiene ricordi il re longobardo Liutprando (? - Pavia 744). Scavi recenti in Castello, hanno inoltre ritrovato resti di mura di quest'epoca.
Nel X secolo, il Friuli assiste impotente alle numerose scorrerie di Ungari che, a più riprese, invasero la bassa pianura tra il Torre e il Tagliamento. Addirittura la strada che attraversa quelle zone viene ricordata nei documenti come "Strada Ungarorum" e oggi si chiama S.P. Ungarica. Questa zona divenne una landa pressoché deserta e le incursioni ungare fecero impallidire, al confronto, il ricordo di quelle barbariche.
I primi documenti
Udine entra ufficialmente nella storia l'11 giugno 983, quando l'imperatore Ottone II di Sassonia, con un diploma di cui conserviamo una copia del 1195, durante la dieta di Verona, concede la giurisdizione al Patriarca di Aquileia Rodoaldo e ai suoi successori, su cinque castelli e sulle loro pertinenze. I castelli erano: Buga (Buia), Phagagna (Fagagna), Groang (S. Margherita del Gruagno), Udene (Udine) e Braitan (Brazzano vicino Cormòns o Brazzacco di Moruzzo vicino Udine); oggi si supporta quest'ultima ipotesi; Corgnali e Menis però propendono per Brede una località presso Pozzuolo. Questa concessione derivò dalla necessità di dare un freno alle scorrerie ungare che avevano reso il friuli una landa desolata. Si legge infatti nel documento: "Siano dati al Signore piuttosto che a perversi devastatori".
Il vescovo Goffredo da Viterbo fu il primo che lo descrisse, attorno al 1160, come "ben munito ed abitato". A quel tempo Udine (o Udin) non era il castello, ma un villaggio situato dove oggi c'è l'attuale via Rialto.
Attorno al Castello di Udine si svilupparono anche altri villaggi come: Grazàn, Puscuèl, Cascanan, Ongaresca, Sompriu, Pratclus, Trep, da Ronc, d'Olee, Bertaldie. Il 4 maggio 1171 il patriarca Ulrico di Treffen, come sappiamo dal documento, concesse alle ville di Cussignacco e Pradamano l'uso dell'acqua delle rogge "que per Villam nostram de Utino fluit". Il documento è il primo che nomini le rogge ed inoltre ci informa che quella che passa ad est del colle era immissaria del lago che esisteva a quell'epoca nell'attuale piazza I maggio.
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