di Giorgio De Zorzi
Bagnaria Arsa (UD) è un comune, in provincia di Udine, nella Bassa friulana, che conserva, dietro l'apparente tranquillità della sua campagna, una storia sorprendentemente ricca. Il territorio, formato da diversi abitati e attraversato da numerosi corsi d'acqua, si trova in una posizione strategica tra Palmanova, Aquileia e la pianura udinese. Qui le tracce dell'antichità romana convivono con antiche chiese, ville signorili, testimonianze della civiltà contadina e una vivace vita comunitaria.
Bagnaria Arsa non si presenta soltanto nei monumenti, ma emerge dal paesaggio stesso: nelle antiche strade che seguono percorsi millenari, nelle rogge che un tempo muovevano i mulini, nelle ville immerse nella campagna e nei piccoli centri che hanno conservato la propria identità. È un luogo da attraversare senza fretta, lasciandosi guidare dalle tracce di un passato romano, medievale e contadino che ancora oggi dà forma al paesaggio della Bassa friulana.
La posizione di Bagnaria Arsa favorì il popolamento del territorio già in epoca romana, soprattutto dopo la fondazione di Aquileia nel 181 a.C. Particolarmente importante fu l'area di Sevegliano, posta nei pressi dell'incrocio tra la strada proveniente da Codroipo e quella diretta da Aquileia verso il Norico. L'insediamento ha restituito numerose testimonianze archeologiche, tra cui ceramiche, monete, tombe, strutture per la bonifica dei terreni e i resti di un piccolo tempio. È stata inoltre individuata un'officina per la produzione di contenitori in vetro, attiva tra il IV e il V secolo.
Anche l'alto Medioevo ha lasciato tracce importanti: presso il territorio comunale è stata scoperta una necropoli utilizzata soprattutto nella prima metà del VII secolo, testimonianza della complessa fase di integrazione tra la popolazione locale e i Longobardi.
Nel Medioevo il territorio era caratterizzato da boschi, corsi d'acqua e terre coltivate. I diversi abitati ebbero vicende amministrative differenti: Castions delle Mura e Campolonghetto furono legati alla giurisdizione degli Strassoldo, mentre Bagnaria dipendeva direttamente dal patriarca di Aquileia.
Bagnaria Arsa - Chiesa di San Giorgio Martire (Foto Wikipedia)
L'agricoltura costituiva la principale attività economica, affiancata dallo sfruttamento delle acque attraverso numerosi mulini.
La conquista veneziana del Friuli nel 1420 non cancellò le antiche giurisdizioni locali. Il territorio visse poi da vicino anche la costruzione della fortezza di Palmanova, fondata nel 1593, che modificò profondamente l'economia e la vita dei paesi circostanti. Nel Settecento continuarono a essere importanti la coltivazione dei cereali e la macinazione nei numerosi mulini presenti lungo i corsi d'acqua.
La memoria storica del comune è legata in modo particolare agli avvenimenti del 1848. Durante l'insurrezione friulana contro l'Impero austriaco, le truppe croate entrarono a Bagnaria e incendiarono e saccheggiarono il paese; anche Privano subì la stessa sorte, mentre Sevegliano fu risparmiata. Dopo l'annessione al Regno d'Italia, il nome Bagnaria fu modificato ufficialmente in Bagnaria Arsa nel 1867, proprio per ricordare quei drammatici avvenimenti.
Uno degli edifici più interessanti del territorio è Villa Antonini-Dessj, complesso storico sviluppatosi tra il Seicento e il Novecento. La villa comprende il corpo principale, edifici di servizio, antiche scuderie, un cortile d'onore e un parco. Il complesso fu profondamente trasformato nell'Ottocento e ampliato nei primi anni del Novecento. Durante la Prima guerra mondiale ospitò il Comando della III Armata, guidata dal Duca d'Aosta Emanuele Filiberto di Savoia.
Il patrimonio religioso è distribuito nei diversi abitati. A Sevegliano si trova la chiesa di Sant'Andrea, costruita nel Seicento sopra un edificio precedente e dotata dell'attuale campanile nel 1744. A Castions delle Mura sorge la chiesa di Santa Maria Assunta, le cui origini risalgono al Cinquecento, mentre a Privano si trova la chiesa di San Martino, legata al complesso di Villa Antonini-Dessj. La chiesa di San Giorgio costituisce invece uno dei principali riferimenti religiosi del capoluogo.
Bagnaria Arsa - Villa Antonini Dessj a Privano. (Foto ERPAC FVG)
Il territorio di Bagnaria Arsa è particolarmente interessante per chi desidera scoprire il volto più rurale della Bassa friulana. Le campagne sono ancora segnate dalla presenza di rogge, fossati e corsi d'acqua che per secoli hanno alimentato i mulini e condizionato la distribuzione degli insediamenti.
L'area di Sevegliano rappresenta il punto di maggiore interesse archeologico, con le testimonianze dell'antico abitato romano e delle attività che vi si svolgevano. A queste si aggiungono le tracce della necropoli altomedievale, che permettono di leggere il territorio come un vero e proprio palinsesto storico.
Per il visitatore contemporaneo il paesaggio può essere scoperto soprattutto lentamente, attraverso strade secondarie e percorsi ciclabili che collegano i diversi centri e permettono di raggiungere le vicine Palmanova e Aquileia. È un territorio nel quale la campagna non costituisce semplicemente uno sfondo, ma rappresenta una parte essenziale dell'identità locale.
Uno degli aspetti più interessanti di Bagnaria Arsa è la presenza di diverse comunità locali, ciascuna con proprie tradizioni e luoghi di riferimento. Campolonghetto, Castions delle Mura, Privano e Sevegliano conservano infatti una fisionomia riconoscibile e una vita associativa che ruota attorno alle parrocchie, alle associazioni, alle strutture sportive e agli spazi destinati alle manifestazioni.
La biblioteca comunale e le numerose iniziative culturali contribuiscono a mantenere vivo il rapporto tra cultura e comunità. Particolarmente significativa è l'attività del Museo delle Case Narranti-FVG, nato a Campolonghetto come progetto di valorizzazione della memoria locale e del patrimonio immateriale. Il progetto utilizza anche le case e gli spazi del paese come luoghi nei quali raccogliere e raccontare storie, persone e tradizioni. Nel 2026 il progetto è arrivato alla quinta edizione.
La cucina di Bagnaria Arsa appartiene alla tradizione della Bassa friulana e conserva il carattere semplice della gastronomia rurale. Cereali, mais, ortaggi, carni, salumi e formaggi costituiscono la base di una cucina profondamente legata alla stagionalità e alla produzione agricola locale.
Anche la storia dei mulini racconta questo rapporto con l'agricoltura. Nel territorio erano presenti diversi impianti per la macinazione dei cereali, documentati fin dal Medioevo e ancora numerosi durante l'epoca veneziana. A Sevegliano sono ricordati i mulini di San Gallo, delle Tolle e di Codis, mentre a Campolonghetto ne erano presenti almeno altri due.
La tradizione delle feste paesane costituisce ancora oggi uno degli elementi più caratteristici della vita locale. Tra gli appuntamenti ricorrenti si distingue la Sagre di San Jacum, tradizionale manifestazione di Campolonghetto, che rappresenta una delle espressioni più longeve della partecipazione comunitaria del territorio. Tipica anche la Sagra di Agosto e dei Gamberi di Fiume di Castions delle Mura.
Un altro appuntamento legato alla tradizione agricola è la Festa della Zucca, manifestazione autunnale dedicata a uno dei prodotti tipici della stagione e alla convivialità della comunità.
Il calendario culturale comprende inoltre concerti, iniziative della biblioteca, incontri e manifestazioni organizzate dalle associazioni locali. Il comune promuove anche appuntamenti musicali, tra cui la rassegna di musica barocca e il concerto di fine estate.
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