di Giorgio De Zorzi
La storia del territorio in cui si trova il comune di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone è piuttosto remota. Gli scavi fatti nelle località di Fagnigola e Valer-Pezzacurta hanno portato alla luce elementi che dimostrano che qui vi era un insediamento neolitico, tra i più antichi rinvenuti in Friuli (V millennio a.C.).
Nel 888 viene nominata la Curtis in Azzano il cui nome deriva da un toponimo prediale in -anu da Attius o Accius; la denominazione di Decimo è invece recente (Regio Decreto N. 3893 del 18 agosto 1867), fatta in riferimento alla decima pietra miliare da Concordia Saggitaria, che era posta presso il comune. Nel IX secolo la calata degli Ungari causò la distruzione dei piccoli centri formatisi nella zona.
Nel Medio Evo si ricordano i signori di Mantova proprietari di un castello, ora distrutto, costruito nel luogo che a preso il nome di «Bosco della Mantova». Feudo patriarcale, risultava infeudato prima alla gastaldia di Meduna e poi ad una famiglia che prenderà il nome di “di Azzano”.
Il castello di Azzano venne distrutto sul finire del XIII secolo, ma il paese seppe grazie alla sua posizione ricavarsi un consolidato ruolo come centro agricolo, riusciendo a divenire anche sede della pieve di San Pietro, dipendente dalla diocesi di Concordia, dalla quale dipendevano numerose chiese sparse nel territorio. Sappiamo che il paese di Azzano nel 1695 contava 942 abitanti.
Azzano seguì comunque il comune destino del contado friulano sotto il governo della Repubblica di Venezia, che pur mantenendo in Friuli un assetto feudale formalmente rigido, svuotò di ogni sostanziale ruolo politico le grandi dinastie nobiliari, riservando ad esse una funzione prettamente economica nello sfruttamento agricolo del territorio. Questo assetto si mantenne, in queste zone, praticamente immutato sino a metà Ottocento.
Nella breve parentesi francese del Regno d’Italia napoleonico, tra il governo veneziano e quello imperiale asburgico, amministrativamente Azzano Decimo dal 1807 venne inserito nel Dipartimento del Tagliamento ed incluso nel distretto di Pordenone e nel cantone di San Vito (al Tagliamento). Con l’istituzione del Regno Lombardo Veneto all’interno dell’impero austriaco, Azzano diviene un amministrativamente un comune di II classe.
Dopo l’unione al Regno d'Italia (1866), sul finire dell’Ottocento, si registrano anche alcuni fermenti di tipo economico. Il 25 ottobre 1895 si assiste alla fondazione della banca locale, la Cassa Rurale di Prestiti S. Pietro Apostolo, promossa da Don Domenico Fabrici ed altri venti soci. Nel 1938, con le nuove leggi si trasformerà in Cassa Rurale ed Artigiana di Azzano Decimo.
Durante la Seconda Guerra mondiale, dopo l'8 settembre, vi fu ad Azzano Decimo una notevole attività partigiana e il territorio subì alcune dure repressioni. Con l’istituzione della Repubblica nel 1946 e il nuovo assetto democratico vi fu una riorganizzazione degli istituti amministrativi ed educativi come le scuole comunali. Sul finire degli anni Quaranta vi fu anche un rilancio dell’Azione Cattolica. Negli anni Sessanta viene fondata la scuola media statale e anche la società calcistica Azzanese. Negli anni Ottanda viene fondata e ampliata la biblioteca. Il 24 giugno 2009 viene inaugurato il nuovo teatro comunale intitolato allo scultore Marcello Mascherini.
Il territorio, attraversato dai fiumi Sile e Fiume, corsi d’acqua di notevole portata, risultò favorito fin dall’antichità per l’agricoltura, che ancora oggi resta una delle principali risorse della zona. Successivamente si sono sviluppate anche diverse attività industriali ed artigianali, soprattutto nel campo dell’abbigliamento, legno, ceramiche e ferro battuto.
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