di Giorgio De Zorzi
Il nome Bagnaria Arsa deriva dal latino balnearia “bagni” o “luoghi paludosi”. La denominazione aggiunta di Arsa è più recente, per un evento ottocentesco.
Il territorio di Bagnari Arsa si trovava nell’agro aquileiese e in epoca romana risulta molto popolato. Il capoluogo Sevegliano sorgeva nei pressi dell’incrocio tra le antiche vie consolari Postumia, che da Genova conduceva ad Aquileia, e la Iulia Augusta che costituiva la principale via di comunicazione da Aquileia, approdo adriatico che metteva in comunicazione il Mediterraneo con il Norico, cioè l'Austria e l’area danubiana, vale a dire che questa strada rappresentava uno dei principali assi viari economici e militari per comunicare con il nord Europa.
Quindi Sevegliano era un’importante area di sosta e di culto per tutti coloro i quali si muovevano su queste strade. Anche dal punto di vista del culto, visto che scavi archeologici hanno portato alla luce gli elementi architettonici di un tempio attivo nell’epoca tardo-repubblicana. Gli storici ipotizzano che la facciata era con colonne sormontate da un semplice frontone decorato in terracotta.
Nel periodo romano la parte settentrionale del territorio di Bagnaria Arsa risulta quella più densamente popolata, anche se nella zona meridionale, presso la roggia Castra, sembra che vi fosse un grande edificio forse anche con annesso un impianto termale. Fioriva l’arte della ceramica, del vetro e il commercio del vino.
Nel periodo tardo imperiale comincia un processo di impaludamento della campagne a cui si cerca di far fronte con il riutilizzo di anfore o altri elementi architettonici, come alcune parti in cotto del tempio che vengono poste nel terreno.
In epoca altomedievale si hanno stanziamenti longobardi, come testimoniato dal ritrovamento nel 1990 di una necropoli con undici tombe, in parte purtroppo cancellata dalla presenza di una cava. La necropoli risultava attiva nella prima parte del VII secolo e le sepolture sembra riguardassero sia individui di stirpe longobarda che autoctoni.
Bagnaria viene nominata per la prima volta nel 1072 come possedimento della Chiesa aquileiese e quindi legata alla sue vicende. Dopo il 1420 passò sotto il luogotenente di Palma seguendo le stesse sorti di Palmanova. La giurisdizione su tutti i paesi del comune, tranne Bagnaria fu dei signori di Strassoldo. In quello stesso secolo le invasioni turche del 1477 e 1499 devastarono Bagnaria e Sevegliano.
Con la costruzione di Palma Nova dal 1593, il territorio cominciò a gravitare nell’ambito economico-amministrativo della fortezza. Nel Seicento fu fondata una fornace di laterizi a Privano per le esigenze di Palma. L’economia era basata principalmente sull’agricoltura e la coltivazione di cereali come frumento e avena, a cui si aggiungerà poi il mais.
Con l’arrivo di Napoleone e con il trattato di Campoformido del 27 ottobre 1797 passò agli Austriaci a cui rimase, salvo la breve seconda parentesi francese, sino al 1866. Nel 1848, al tempo della ribellione di Palmanova, Bagnaria fu incendiata dalle truppe austriache del generale Nugent che assediavano la fortezza, così come i vicini Visco, Jalmicco e Privano. D’allora si chiamò Bagnaria Arsa come fu poi denominato il comune nel Regno d’Italia con il Regio Decreto dell’11 agosto 1867.
Dopo l’ingresso nel regno d’Italia, Bagnaria Arsa si ritrovò sul confine con l’Impero asburgico, che correva presso Castions delle Mura. Il 24 maggio 1915 da qui partì la prima cannonata della Prima Guerra Mondiale italiana, come ricorda un monumento. Nel dopoguerra, il settore economico predominante era ancora l’agricoltura e anche il territorio di Bagnaria Arsa ricevette beneficio dalla bonifica della bassa friulana.
Le sede comunale si trova oggi a Sevegliano che è il centro più importante del comune.
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