di Giorgio De Zorzi
Il nome Basiliano, comune in provincia di Udine, deriva dall’aggettivo basilicanus che ha attinenza con la chiesa, ovvero con l’abitato sorto attorno ad una chiesa o simile che dovrebbe essere una delle due basiliche di epoca longobarda ricordate nel 762. L’insediamento umano nel territorio di Basiliano risale però ben più addietro, cioè all’età preistorica, come testimonia il castelliere di Variano, risalente all'età del bronzo, situato nel colle dove oggi sorge la chiesetta di San Leonardo, oltre al ritrovamento di alcuni reperti risalenti al Paleolitico.
Con la fondazione di Aquileia si ebbe la centuriazione di queste terre e i primi insediamenti di epoca romana, testimoniati da diversi reperti ritrovati in loco. In seguito subì le devastazioni delle orde ungare all’inizio del X secolo. Dal 1301 con l’immigrazione di coloni slavi venne chiamato Pasiliano Sclovanesco. Tale nome rimase come Pasian Schiavonesco sino al 1923.
Nel 1288 sorse vicino all’odierna Basiliano un maniero conosciuto col il nome di Spelagallo. Venne costruito su concessione del Patriarca Raimondo della Torre e venne dato ai Villalta. Nel 1294 fu conquistato da Gherardo da Camino, però rimase ai Villalta i quali, non vollero soddisfare le spese sostenute dal Patriarca, questi allora lo fece abbattere nel 1298 e mai più risorse.
Negli anni seguenti vari fatti d’arme ebbero per teatro questa zona, causa le lotte fra i feudatari friulani. Nel 1388 fu saccheggiato e bruciato dalle truppe di Francesco I da Carrara che assediavano Udine, assieme agli abitati di Flambro e Nespoledo. Fu razziato pure nel 1411 da parte dei Cividalesi e degli Ungheresi. In quell’occasione la cortina che era rimasta, dopo la distruzione del castello, venne eliminata per ordine di Sigismondo re d’Ungheria.
Verso la fine del secolo (1499) comparvero i Turchi ed un orda ottomana comandata da Omar Bey incendiò i paesi e rubò animali conducendo schiavi gli abitanti di Villaorba, Variano, Blessano, Pasian Schiavonesco e Vissandone.
Dopo la caduta di Venezia segui la breve occupazione francese e quindi il domino austriaco. Anche Basiliano fu presente nelle vicende del Risorgimento italiano: il parroco di Bicinicco, Gio Batta Savorgnani, fu arrestato per aver benedetto il 9 aprile 1848 la bandiera italiana e gli armati che correvano alla difesa di Venezia. Il territorio di Pasian Schiavonesco passò all’Italia il 19 novembre 1866.
Durante la Prima Guerra Mondiale si trovò ad essere importante punto di riferimento nello schieramento delle truppe italiane che vi stanziavano prima di dirigersi al fronte. Re Vittorio Emanuele III giungeva spesso a Basiliano per la visita alle truppe. Fu qui che il Re prese il treno il 26 ottobre 1917, quando dovette lasciare la sua residenza di Villa Linussa a Torreano di Martignacco per il ripiegamento in seguito alla rotta di Caporetto.
E subito dopo Basiliano fu teatro della battaglia per i ponti del 30 ottobre 1917. In quei giorni, alcuni reggimenti di cavalleria si attestarono a Basiliano per ostacolare l’avanzata nemica, che respinsero con varie cariche, ritirandosi poi gradatamente per permettere al grosso delle truppe italiane di riparare oltre le linee di difesa sul Piave.
Ufficialmente dal 13 luglio 1923 prese il nome di Basiliano in base al Regio Decreto N. 1626 del 28/06/1923.
Durante l’ultima guerra Basiliano fu duramente provata dall'occupazione tedesca e fu la zona che per prima conobbe i bombardamenti degli anglo-americani che causarono diverse vittime e grande distruzione. Il 18 giugno 1945, Attilio Venier Romano divenne il primo sindaco del dopoguerra, designato dal CLN (Comitato di Liberazione Nazionale).
L’opera di ricostruzione materiale e morale di Basiliano partì subito dopo la fine della guerra e proseguì con l'ammodernamento delle infrastrutture, come la realizzazione dell'acquedotto negli anni Cinquanta. E anche se la stazione ferroviaria mantenne la sua funzione propulsore economico, la situazione economica era piuttosto grama. L'emigrazione divenne così la dura necessità per molti abitanti di Basiliano, sino agli anni del boom economico.
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