di Giorgio De Zorzi
Il nome di Barcis (PN) sembrerebbe derivare dalla voce di origine preromana “barga”, che indica capanna o tettoia (Frau), anche se altri, in specie lo scrittore Giuseppe Malattia della Vallata, lo fanno derivare da “barcia” proveniente dalla voce provenzale "bacis" (bacino). L’insediamento umano è comunque molto antico e documentato fin dall’VIII secolo. Si ha notizia di un ospizio di pellegrini nella zona, retto dall’Abbazia di Santa Maria in Sylvis, a Sesto al Reghena.
Il toponimo Barcis lo incontriamo per la prima volta nel 1184 in un documento che cita “in plebe de Barcis”. La popolazione faceva capo alla Pieve di San Giorgio di Cellis, che sorgeva alle Roppe, poi distrutta da una frana nel 1314. Nel 1327 la pieve venne aggregata, con quella di Andreis, alla chiesa di Concordia. Un documento riporta il 26 dicembre 1357, che Humano di Porcia tributava al vescovo di Concordia "6 lire di piccoli e due spalle porcine per contribuzione livellaria dovuta dai signori di Porcia alla chiesa di Concordia pro illa de Barcis ed ejus pertinentis".
Un incendio devastò il paese di Barcis nel 1611. Le sedi minori della pieve dovevano essere originariamente di carattere temporaneo e cominciarono ad essere abitate permanentemente fra il XVII e XVIII secolo. Nel 1866 fu annessa al Regno d’Italia. Nel 1904 venne costruita la strada della Valcellina, che la congiungeva a Montereale, contemporaneamente ad una diga per esigenze di produzione elettrica.
Nel 1944, nei mesi di, agosto, settembre e ottobre fu ripetutamente incendiata dalle truppe tedesche in operazioni di rappresaglia contro i partigiani.
Nel 1954 si creò il bacino idroelettrico che formò il lago di Barcis, favorendo così anche il turismo. Il 10 febbraio 1966 fu fondata ufficialmente l’Associazione Pro Barcis, per iniziativa di un gruppo di ventisette soci fondatori, costituito da imprenditori, commercianti e cittadini, proprio per spingere uno sviluppo turistico. Venne eletto presidente Virgilio Gasparini.
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