Di Giorgio De Zorzi
Nel cuore della Carnia, nella suggestiva Valle del Bût, Arta Terme (UD) è un comune in provincia di Udine che ha costruito la propria identità attorno a un elemento naturale straordinario: l'acqua termale della Fonte Pudia.
Il territorio, posto a circa 442 metri di altitudine, comprende il capoluogo e numerose località e frazioni, tra cui Piano d'Arta, Cabia, Cedarchis, Lovea, Piedim, Rivalpo e Valle, distribuite tra il fondovalle e i versanti montani.
La vocazione turistica di Arta Terme non si limita però al benessere. Il comune offre un interessante incontro tra termalismo, patrimonio storico, architettura religiosa, ambiente alpino e gastronomia carnica. Dai borghi del fondovalle alle località più elevate come Cabia, il territorio invita a una scoperta lenta, attraverso sentieri, antiche mulattiere e percorsi che permettono di osservare da vicino il paesaggio della montagna carnica.
Arta Terme rappresenta così una destinazione nella quale il soggiorno termale può diventare il punto di partenza per conoscere un territorio più ampio e articolato, dove il benessere si accompagna alla storia, alla natura e alle tradizioni locali.
Il nome Arta deriverebbe probabilmente dal latino ar(c)tus, termine che significa “stretto”, in riferimento alla particolare conformazione della valle. La posizione nella Valle del Bût ha reso il territorio naturalmente collegato alle antiche vie di comunicazione che dalla pianura conducevano verso i valichi alpini.
La tradizione attribuisce una conoscenza molto antica alla Fonte Pudia, le cui acque solforose erano note per le loro proprietà già in epoca romana.
Manifesto pubblicitario di Enrico Passero, della fine dell'Ottocento.
La prima menzione documentaria di Arta risale al 1288. Un'importante testimonianza medievale è stata inoltre individuata nel 2007 in località Pian degli Alzeri, dove gli scavi archeologici hanno portato alla luce strutture riconducibili a un antico ospizio dell'Ordine degli Ospitalieri di San Giovanni, attivo tra il Duecento e il Quattrocento e probabilmente destinato all'accoglienza dei viandanti.
Per secoli la vita delle comunità locali fu legata all'agricoltura di montagna, all'allevamento e allo sfruttamento delle risorse boschive. Nel tempo, tuttavia, fu proprio la presenza della sorgente termale a caratterizzare sempre più profondamente l'economia e l'immagine del comune, trasformando Arta in uno dei principali centri termali della montagna friulana.
Uno degli edifici più interessanti è la Chiesetta di Santo Spirito, risalente al XIV secolo e situata a Borgo Chiusini. La piccola costruzione conserva una struttura particolarmente caratteristica, con porticato e campanile pensile, mentre all'interno sono presenti affreschi quattrocenteschi.
A Piano d'Arta si trova la Chiesa arcipretale, costruita nel 1781, caratterizzata da una particolare pianta e da decorazioni interne di interesse. Nella stessa area merita attenzione la Chiesa di San Nicolò degli Alzeri, di origine medievale, riconoscibile per il portico e il caratteristico campanile a vela.
Nella frazione di Cabia, posta in posizione panoramica sul versante montano, si trova la Chiesa di San Giorgio, che conserva una tela firmata e datata 1710, considerata la prima opera firmata conosciuta del pittore carnico Nicola Grassi.
Il patrimonio religioso comprende inoltre la Chiesa parrocchiale dei Santi Ermacora e Fortunato, nel capoluogo, e la Chiesa di San Martino a Rivalpo Valle, testimonianza della presenza di antichi nuclei abitati nelle diverse zone del territorio comunale.
Un elemento di particolare interesse, anche dal punto di vista dell'architettura contemporanea, è lo Stabilimento termale di Arta, progettato negli anni Sessanta da Gino Valle. L'edificio, realizzato tra il 1960 e il 1964 presso la Fonte Pudia, rappresenta un'interessante interpretazione moderna dell'architettura termale, con il caratteristico volume centrale del Kursaal e una struttura studiata in relazione alla conformazione della valle.
La cultura di Arta Terme è profondamente legata all'identità della Carnia e alla vita delle sue comunità montane. Le diverse frazioni conservano ancora oggi una propria riconoscibilità, con borghi, edifici rurali e tradizioni che raccontano un territorio nel quale la montagna ha determinato per secoli ritmi e forme della vita quotidiana.
Un elemento centrale della cultura di Arta è il rapporto con l'acqua. Non soltanto quella della Fonte Pudia, ma anche quella del torrente Bût, che attraversa la valle e ha contribuito a modellare il paesaggio e la distribuzione degli insediamenti.
La tradizione termale ha inoltre dato al paese una fisionomia particolare rispetto ad altri comuni montani. Arta si è sviluppata come luogo di cura e soggiorno, mantenendo nel tempo un rapporto diretto tra ospitalità, salute e ambiente alpino.
Arta Terme offre numerose possibilità per un turismo legato al benessere e alla scoperta lenta del territorio. La presenza dello stabilimento termale permette di associare le cure e il relax a escursioni nel paesaggio della Valle del Bût.
La Fonte Pudia è il cuore della tradizione termale locale. Le sue acque solfato-calciche e sulfuree sono utilizzate per trattamenti termali, bagni, fanghi e cure inalatorie, facendo di Arta una delle località storicamente più importanti del termalismo regionale.
Per gli appassionati di escursionismo, il territorio offre interessanti percorsi verso le quote più elevate. Da Piano d'Arta è possibile raggiungere, attraverso boschi di abeti e faggi, le spettacolari Torri del Lander, singolari formazioni rocciose modellate dall'erosione delle dolomie.
Un altro percorso significativo è il Troi di San Pieri, itinerario che sale nel verde verso la Pieve di San Pietro di Carnia, offrendo una combinazione tra cammino, ambiente montano e patrimonio storico-religioso.
Il territorio si presta anche al turismo ciclabile, grazie alla presenza di strade secondarie e collegamenti tra le diverse frazioni. La bicicletta permette di scoprire lentamente il fondovalle e di affrontare, per i più allenati, le salite verso località come Cabia, dove la quota più elevata regala ampie vedute sulle montagne carniche. Il Comune stesso individua nel cicloturismo e nel trekking due importanti componenti dello sviluppo di un turismo slow legato alle caratteristiche delle proprie frazioni.
Alberghi, strutture ricettive e ristorazione permettono di costruire soggiorni nei quali il benessere si combina con le attività all'aria aperta e la scoperta della Carnia.
Dal punto di vista enogastronomico, tra le specialità più rappresentative della tradizione locale spiccano i cjarsòns, ravioli carnici dalla caratteristica combinazione di sapori dolci e salati. Le ricette, diverse da famiglia a famiglia e da paese a paese, costituiscono una delle espressioni gastronomiche più originali della Carnia.
La cucina del territorio valorizza inoltre formaggi di montagna, burro, ricotte, salumi, erbe spontanee e prodotti dell'agricoltura locale. Sono ingredienti che raccontano una cucina nata dalla necessità di utilizzare in modo creativo e completo le risorse disponibili.
Tra gli appuntamenti ricorrenti più conosciuti figura la Sagra dai Cjarsons, manifestazione dedicata a uno dei piatti simbolo della Carnia. L'evento si svolge tradizionalmente durante l'estate e propone la degustazione di diverse interpretazioni di questa specialità, diventando un importante momento di valorizzazione della gastronomia locale. Nel 2026 si è tenuta la 45ª edizione, confermando il carattere consolidato della manifestazione.
Un altro appuntamento tradizionale è la Marcia delle 4 Chiese, manifestazione podistica giunta nel 2026 alla 44ª edizione. Il percorso rappresenta un'occasione per attraversare il territorio comunale e collegare simbolicamente alcune delle sue testimonianze religiose e dei suoi borghi.
Da segnalare anche il Festival Darte, rassegna di concerti diffusi che prende il nome dall'antica denominazione di Arta e coinvolge il territorio attraverso musica, escursioni e iniziative culturali. Il festival collega Arta Terme ad altri borghi delle valli carniche, utilizzando l'arte come occasione per valorizzare paesaggi e luoghi storici.
Ad Arta Terme (UD) il viaggio può seguire il ritmo dell'acqua: quello lento di una sorgente, quello vivace del torrente e quello rilassante delle terme. È un luogo dove concedersi una pausa, respirare l'aria della montagna e lasciare che il paesaggio carnico trasformi il soggiorno in un'esperienza di autentico benessere.
Viaggio in Friuli Venezia Giulia