di Giorgio De Zorzi
Grado dalle origini all’epoca Patriarcale
Grado da Venezia all’Austria
Grado da Venezia all’Austria
Nel 1420 il Patriarcato di Aquileia venne conquistato da Venezia, cessò il potere temporale del Patriarca e i suoi territori entrarono a far parte dei domini della Serenissima. Frattanto, nel 1440 il Patriarcato incorporò i territori della soppressa diocesi di Eraclea e nel 1448 al patriarca di Grado fu data in commendam la diocesi di Cittanova d’Istria.
Nel 1451 alla morte del patriarca Domenico Michiel, l'8 ottobre, con la bolla Regis aeterni di papa Niccolò V vennero soppressi il Patriarcato di Grado e la diocesi di Castello. Con i territori e le giurisdizioni di entrambe fu eretta la diocesi di Venezia, ai cui vescovi fu assegnato il titolo patriarcale che era stato di Grado. L'ultimo vescovo castellano, Lorenzo Giustiniani, divenne il primo patriarca di Venezia. Cattedrale divenne la basilica di San Pietro di Castello.
Nei secoli seguenti l’isola perse importanza politica ed ebbe una vita senza sussulti nell’ambito veneziano, sviluppando come attività prevalente quella della pesca e della vita marinara.
Con il trattato di Campoformido del 1797, Grado passò come tutto il Friuli agli Austriaci, salvo per i periodi di dominio francese del regno italico, durante il quale, nel 1810, fu anche saccheggiata dagli Inglesi che incendiarono il palazzo con l’archivio comunale. Con la restaurazione del 1815 ritornò tra i possessi Austriaci e vi rimarrà sino alla Prima Guerra Mondiale.
Gli Austriaci portarono una vita nuova nell’isola con qualche attività balneare e l’impianto delle prima strutture sulla spiaggia, dei “camerini” che fungevano da spogliatoio, nel 1854.
In seguito, grazie ad una relazione del pediatra fiorentino Giuseppe Barellai, il clima dell’isola fu giudicato ideale per la cura di alcune malattie infantili e quindi nel 1873 ci fu l’apertura dell’Ospizio marino per bambini, incentrato sulle cure elioterapiche. Meta gradita a molta nobiltà austriaca, venne inaugurato uno Stabilimento balneare nel 1890 e, nel 1892, Grado fu inserita per decreto tra le stazioni terapeutiche dell’Impero Austriaco.
La spiaggia era amministrata da un curatorio che doveva provvedere con efficienza alla “gestione delle cure e delle strutture di conforto”. Venne costruito lo stabilimento con la terrazza mare, dove oltre alle quattrocento cabine, aveva sede un ristorante.
I gradesi, che per la maggior parte erano dediti alla pesca, iniziarono così una nuova attività: quella del turismo balneare. Giunsero albergatori degli stati austriaci che con esperienza e capitali costruirono alberghi e pensioni per il sempre maggior numero di turisti che soggiornavano. Nel 1900 furono costruite dal barone Leonhard Bianchi un complesso di villini a ridosso della spiaggia, tutt’ora esistenti e che portanto ancora il suo nome. In quello stesso anno fu trovata una falda acquifera per alimentare un acquedotto di acqua potabile, superando un annoso problema. Nel 1905 la commissione provinciale assegnò al comune l’uso perpetuo degli arenili e degli specchi d’acqua, mentre 1907 venne istituita l’Azienda di Cura e Soggiorno.
Grado divenne una tra le più eleganti e rinomate spiagge d’Italia, tanto che l’afflusso di bagnanti rese conveniente nel 1910 far giungere la ferrovia in terraferma da Cervignano sino a Belvedere, da dove poi con delle linee di vaporetti si poteva raggiungere l’isola. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale Grado aveva presso i suoi alberghi circa 1.000 posti letto, con un afflusso di circa 17.000 clienti per stagione.
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