di Giorgio De Zorzi
Venezia è una città che non si lascia racchiudere nella sola immagine di Piazza San Marco o del Canal Grande. Il suo fascino nasce dall’incontro irripetibile tra la città storica, le isole della laguna, l’acqua e una lunga storia di commerci, arte, navigazione e vita quotidiana. Passeggiare per i suoi sestieri significa attraversare calli, campi e fondamenta dove il patrimonio monumentale convive continuamente con una dimensione ancora vissuta, mentre spostarsi in vaporetto permette di comprendere quanto il territorio veneziano sia indissolubilmente legato alla laguna. Accanto al centro storico, il territorio comunale comprende infatti realtà profondamente diverse come Murano, celebre per la tradizione del vetro, Burano, con le sue case colorate e la lavorazione del merletto, Torcello, legata alle origini della civiltà lagunare, Sant’Erasmo, isola agricola e ciclabile, Mazzorbo, Pellestrina, il Lido e la Giudecca. È proprio questa varietà a rendere Venezia una destinazione da scoprire lentamente, tornando oltre i luoghi più conosciuti per incontrare una città fatta anche di mestieri, tradizioni, orti, barche, mercati e paesaggi d’acqua.
La storia di Venezia è inseparabile da quella della sua laguna. Gli insediamenti delle isole lagunari si svilupparono progressivamente nell’Alto Medioevo, quando le comunità cercarono nelle acque della laguna protezione e nuove possibilità di vita. Da questo ambiente particolare nacque una società fortemente orientata alla navigazione e agli scambi, destinata a trasformare Venezia in una delle grandi potenze commerciali e marittime del Mediterraneo. La crescita politica ed economica della città fu legata alla Repubblica di Venezia, che per secoli costruì una vasta rete di relazioni commerciali e territoriali e sviluppò istituzioni, flotte e strutture portuali capaci di sostenere la sua potenza. La tradizione marinara rimase al centro dell'identità veneziana, così come testimoniano ancora oggi la voga alla veneta e le numerose regate tradizionali.
La lunga storia della Serenissima terminò nel 1797, con l'arrivo delle truppe napoleoniche e la fine della Repubblica. Venezia passò successivamente sotto il dominio austriaco e nel 1866 entrò a far parte del Regno d'Italia. Nei decenni successivi il territorio amministrato dalla città si ampliò progressivamente comprendendo il Lido, Pellestrina, Murano, Burano e altre isole, fino all'importante trasformazione amministrativa del Novecento che portò all'annessione di Mestre e della terraferma nel 1926. Questa evoluzione spiega la straordinaria varietà dell'attuale Comune di Venezia, che comprende oggi tanto il centro storico insulare quanto una parte significativa della terraferma veneziana.
Il cuore monumentale della città si trova naturalmente attorno a Piazza San Marco, dove la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, il Campanile, la Torre dell'Orologio e le Procuratie formano uno dei complessi urbani più celebri d'Europa. Dal Palazzo Ducale il percorso conduce verso il Ponte dei Sospiri e la zona monumentale del bacino di San Marco, mentre il Canal Grande accompagna il visitatore attraverso una straordinaria successione di palazzi storici. Il Ponte di Rialto, con l'area del mercato e le calli circostanti, rappresenta un altro dei luoghi simbolo della città, ma Venezia invita soprattutto a procedere senza una meta precisa, lasciando che siano campi, chiese, corti e piccoli ponti a costruire progressivamente il racconto urbano.
Il patrimonio artistico veneziano comprende musei e collezioni di straordinaria importanza. Le Gallerie dell'Accademia custodiscono una delle più importanti raccolte di pittura veneta, mentre la Collezione Peggy Guggenheim offre un percorso fondamentale nell'arte moderna del Novecento. Ca' Rezzonico racconta la Venezia del Settecento, Ca' Pesaro ospita la Galleria Internazionale d'Arte Moderna e il Museo di Palazzo Mocenigo conserva una particolare testimonianza della storia del tessuto, del costume e del profumo. Il Museo Fortuny, il Museo Correr e il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue ampliano ulteriormente l'offerta culturale. Anche l'Arsenale, con il suo enorme complesso storico legato alla costruzione navale, permette di comprendere quanto la potenza veneziana fosse fondata sulla capacità di dominare il mare.
Il patrimonio veneziano non si esaurisce però nel centro storico. A Murano, il Museo del Vetro racconta una tradizione artigianale divenuta famosa nel mondo; a Burano, il Museo del Merletto conserva la memoria di un'altra lavorazione intimamente legata all'isola; a Torcello, la basilica di Santa Maria Assunta e gli edifici medievali testimoniano una fase antichissima della civiltà lagunare.
L'intero sistema di Venezia e della sua laguna è inoltre riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale dal 1987, a testimonianza del valore eccezionale dell'insieme costituito dalla città storica e dal delicato ambiente lagunare nel quale essa è inserita.
L'identità veneziana si comprende forse meglio osservando la vita quotidiana che i grandi monumenti. La città conserva una cultura profondamente legata all'acqua, alla navigazione e al rapporto con la laguna. La voga alla veneta, praticata in piedi con una tecnica particolare, rappresenta una delle espressioni più caratteristiche di questa cultura e continua a essere trasmessa anche alle nuove generazioni attraverso le associazioni remiere e le numerose regate. Il calendario cittadino conserva inoltre antiche feste nelle quali storia, devozione e vita collettiva si intrecciano, come la Festa della Sensa, il Redentore e la Regata Storica.
La cultura veneziana vive anche nei mestieri. Murano mantiene la tradizione della lavorazione artistica del vetro, Burano quella del merletto, mentre in tutta la città sopravvivono botteghe artigiane, maschereri, restauratori, remèri e attività legate alla manutenzione delle imbarcazioni tradizionali. Nei mercati di Rialto e nei piccoli negozi dei sestieri si incontra invece una Venezia più quotidiana, fatta di prodotti alimentari, pesce della laguna, cicchetti e convivialità. Anche la lingua e le espressioni veneziane fanno parte di questo patrimonio immateriale, così come la particolare toponomastica urbana fatta di calli, campi, fondamenta, rii e salizade.
Per scoprire Venezia in modo più lento conviene allontanarsi, almeno per qualche ora, dalle direttrici più frequentate del centro storico e raggiungere le isole della laguna. Sant'Erasmo, conosciuta come l'orto della Serenissima, conserva un paesaggio agricolo fatto di orti, vigne, campi e spazi aperti ed è l'unica isola lagunare propriamente ciclabile, offrendo un'esperienza completamente diversa da quella del centro monumentale. Pellestrina rappresenta invece uno degli angoli più tranquilli del territorio veneziano, con un carattere ancora fortemente legato alla pesca, alle abitazioni basse e ai ritmi della vita lagunare. Il Lido di Venezia, tra mare e laguna, unisce spiagge, architetture Liberty, giardini e percorsi ideali per una visita più rilassata.
Anche Burano, Mazzorbo e Torcello permettono di costruire itinerari lontani dalla Venezia più conosciuta, alternando paesaggio, storia e piccoli centri insulari. La laguna può essere vissuta anche attraverso escursioni in barca e percorsi dedicati alla natura, osservando barene, velme, canali e bassi fondali che costituiscono l'ambiente nel quale Venezia ha sviluppato la propria particolare civiltà. Sulla terraferma comunale, invece, il territorio di Mestre e della gronda lagunare offre percorsi ciclabili e verdi che permettono di conoscere un'altra dimensione del comune, legata ai parchi, ai forti e ai paesaggi di transizione tra città e laguna.
La cucina veneziana nasce dall'incontro fra acqua, commercio e territorio. Nei bacari e nelle osterie è possibile avvicinarsi alla tradizione dei cicchetti, piccoli assaggi che accompagnano un bicchiere di vino o un'ombra, mentre il pesce della laguna e dell'Adriatico ha un ruolo centrale nella cucina locale. Tra le preparazioni più caratteristiche si incontrano sarde in saor, baccalà mantecato, bigoli in salsa, risi e bisi e diverse ricette a base di pesce, molluschi e crostacei. La tradizione gastronomica cambia inoltre sensibilmente da un'isola all'altra e conserva un rapporto diretto con la stagionalità e con i prodotti della laguna.
A Sant'Erasmo il paesaggio agricolo si riflette nella produzione orticola, mentre la cucina delle isole conserva il legame con la pesca e con i prodotti locali. Burano è tradizionalmente associata anche alla bussolà, mentre il territorio del Lido e della laguna offre una cucina nella quale il pesce rimane protagonista. Per il visitatore, mangiare a Venezia significa quindi anche scegliere tra esperienze diverse: dal bacaro tradizionale alla trattoria veneziana, dal ristorante di pesce alla cucina contemporanea che interpreta in modo nuovo le materie prime del territorio.
Il calendario veneziano è particolarmente ricco, ma tra le manifestazioni che si rinnovano annualmente spiccano alcune celebrazioni profondamente legate all'identità della città. Il Carnevale di Venezia, nel periodo che precede la Quaresima, trasforma calli e campi in uno straordinario scenario di maschere, costumi, spettacoli ed eventi, mantenendo viva una tradizione divenuta parte integrante dell'immagine internazionale della città.
In primavera la Festa della Sensa rinnova il rapporto storico tra Venezia e il mare attraverso cerimonie e appuntamenti remieri, mentre in luglio la Festa del Redentore porta nel bacino di San Marco e lungo il Canale della Giudecca una delle ricorrenze più sentite dalla popolazione veneziana, con il ponte votivo, le imbarcazioni addobbate, le celebrazioni religiose e lo spettacolo serale sulla laguna. La festa è legata al voto pronunciato dalla Serenissima dopo la peste del 1575-1577.
A settembre la Regata Storica restituisce al Canal Grande il corteo di imbarcazioni storiche e le competizioni della voga alla veneta, in una manifestazione che continua a essere rinnovata ogni anno e che rappresenta uno dei momenti più significativi della tradizione remiera veneziana. Nel calendario della voga rientrano inoltre numerose regate che coinvolgono le isole e le comunità della laguna, da Murano a Burano, da Pellestrina a Sant'Erasmo.
Il rapporto tra Venezia e l'arte contemporanea trova infine una delle sue espressioni più importanti nella Biennale di Venezia, manifestazione internazionale che torna ciclicamente con le sue diverse sezioni dedicate alle arti, all'architettura e alle altre discipline culturali. Nel 2026, ad esempio, la Biennale Arte è inserita nel calendario ufficiale cittadino con la mostra “In Minor Keys” ai Giardini della Biennale.