di Giorgio De Zorzi
Udine, finita la guerra, riprese ad espandersi. S'incominciò l'opera di ricostruzione con grande unità d'intenti. Si allargarono le vie, coprendo tratti della Roggia, si aprirono nuove strade e si costruirono numerosi edifici sia pubblici che privati.
Per quanto riguarda le comunicazioni, il tram elettrico urbano venne sostituito nel 1953 con autobus, rendendo così più razionale e veloce il trasporto pubblico. Anche le altre linee extraurbane Udine-San Daniele del Friuli nel 1954 e la Udine-Tricesimo-Tarcento nel 1959 seguirono la stessa sorte.
Il boom economico della fine degli anni '50 e degli anni '60 portò benessere alla città, anche se il Friuli Venezia Giulia rimase tra le regioni più depresse economicamente. Si ebbero in questo periodo un notevole sviluppo urbanistico anche con fini speculativi. Tuttavia il ritmo di crescita non fu simile alla prima metà del Novecento, smentendo le previsioni che vedevano entro il secolo una città di 250.000 persone .
L'intenso sviluppo delle comunicazioni su strada rese necessaria la costruzione dell'attuale autostazione. Nel 1968 la distribuzione del gas di città venne sostituita con il gas metano compiendo così un altro passo verso la Udine contemporanea.
All’inizio degli anni Settanta la città rappresenta un solido punto di riferimento per il Friuli, in una fase di espansione urbana e di sviluppo dei servizi, seppur collocata in una regione segnata da una certa arretratezza economica, dovuta anche a staticità imposte dalla sua posizione a ridosso della cortina di ferro.
In questi anni vennero realizzate importanti strutture sportive: il Palasport Primo Carnera, completato nel 1972, divenne uno dei principali luoghi dello sport e degli eventi cittadini, mentre nella seconda metà degli anni Settanta prese forma il nuovo stadio Friuli, progettato per dotare la città di un impianto moderno e adeguato alla crescita dell’Udinese Calcio.
Un momento memorabile di questo periodo fu il 16 settembre 1972, quando Udine accolse papa Paolo VI in occasione del XVIII Congresso Eucaristico Nazionale, evento che coinvolse profondamente la popolazione e rafforzò il ruolo della città come centro spirituale e civile del Friuli. Nel maggio 1974 la città accolse la 47ª Adunata Nazionale degli Alpini, in cui visse momenti di fratellanza e di ricordi.
La sera del 6 maggio 1976, alle ore 21, una scossa di terremoto durata 55 secondi colpì duramente la regione e devastò la zona pedemontana della Regione, il cuore del Friuli: mille morti, migliaia di feriti e interi paesi rasi al suolo. In città non si registrarono vittime o grandi crolli, ma i pochi danni segnarono alcuni tra i monumenti più rilevanti della città: il castello di Udine risultò gravemente lesionato e parte del cornicione della basilica della Madonna delle Grazie crollò, sfondando il tetto del chiostro sottostante. L'11 settembre alle ore 5.15 e alle 11.21 due tremende scosse distrussero ciò che si aveva riparato e cercato di ricostruire e costrinsero le popolazioni a passare l’inverno nelle città balneari. Da quella tragedia nacque però una straordinaria reazione collettiva: Udine divenne uno dei centri organizzativi della ricostruzione del Friuli, che fu simbolo di efficienza, solidarietà e forte senso di comunità.
In quello stesso 1976, il 26 settembre, venne inaugurato il nuovo stadio che ospitò la prima partita ufficiale della sua storia, l’incontro di campionato Udinese-Seregno, terminato 1-0 per l’Udinese. Venne intitolato al Friuli, quale auspicio di rinascita dopo il terremoto. Quella gara infatti rappresentò un momento simbolico di ripartenza e di ripresa di normalità dopo i mesi difficili, segnando l’inizio di un lungo legame tra la città e il suo stadio, che porterà a molte soddisfazioni sportive.
Con il D.P.R. 6 marzo 1978 n. 102, nasce l’Università di Udine, una delle conquiste più importanti del periodo post-sisma. Si soddisfava così una richiesta che da molti anni proveniva da tutto il Friuli. Fu un modo per risollevare una terra fortemente provata ed offrire nuove opportunità ai giovani, favorendo lo sviluppo culturale ed economico del territorio.
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