di Giorgio De Zorzi
Nel centro di Moruzzo, comune in provincia di Udine, in cima al colle da dove si ha un meraviglioso panorama del capoluogo friulano e sulla pianura fino al mare, sorge questo splendido maniero, che un tempo si raggiungeva tramite un ponte levatoio che superava il fossato che lo circondava, ora colmato.
Il castello venne eretto verso l'XI e troviamo citati nel 1164 tali Ascawinus, Amabicus, ed Henricus de Muruz, tutti con il titolo di dominus.
Dal XIII secolo alla metà del XIV risultano abitanti del castello: uno Zampa figlio di Ziano, un certo Gallo, i fratelli Cono, Artuico e Rodolfo, Radio, Guglielmo detto Muto. Tutti abitatori senza titolo sul feudo.
Nella seconda metà del XIII secolo, invece, del feudo ne furono investiti dal Patriarca Raimondo della Torre, i nobili d'Arcano, nella persona di Odarlico e poi, morto questo nel 1295, i figli Mainardo e Federico, che diedero vita al ramo Arcano-Moruzzo.
Il 12 luglio 1313 Enrico, conte di Gorizia, essendo in guerra con il patriarca Ottobono de Razzi, assediò il castello, costringendo il suo signore Federico ad un armistizio. Nel 1321 un vecchio signore del maniero, chiamato Domenico e detto Mutolino, pare che si mise ad orchestrare una congiura per entrare in possesso del castello, però senza fortuna. A punizione fu arrestato e rinchiuso nella torre fino alla fine dei suoi giorni. In questo secolo sorsero anche contese con Villalta e con i parenti d'Arcano.
Nella metà del Trecento il ramo di Mainardo si estinse per mancanza di eredi maschi, mentre Bertoldo e Pileo figli di Federico acquistarono una certa autorità all’interno del Patriarcato. Moruzzo aveva giurisdizione sulle ville di Calcina, Tampognacco, Collavaro, Modotto, Basaliutta, Mazzanico, Calano, Ceresano, Oriano, Treppo, Coranzano, e Paugliano.
Gli Arcano-Moruzzo presero parte all’opposizione al patriarca d’Alençon assieme a molta nobiltà friulana. Poco dopo però la loro fortuna cominciò a declinare e un erede dovette vendere parte del castello ai signori di Zucco nel 1405. E il 20 aprile 1411 anche Federico fece testamento a favore degli Zucco.
Tutto questo non andò molto a genio a Marco, cugino di Federico, che decise di cacciare il capitano degli Zucco dal castello con la forza. Gli Zucco risposero duramente, incendiando il borgo e facendo prigioniero Marco, che fu condotto nelle prigioni.
Nell’estate del 1419 i Veneziani avanzarono in Friuli e fecero cadere anche il castello di Moruzzo. Gli Udinesi intercessero per liberare Marco di Moruzzo, vessillifero del Patriarca che si serbò fedele alla Patria sino all'ultimo. Questi infatti, pur liberato, non si mostrò per nulla riconoscente verso i nuovi conquistatori e si ritirò nel suo castello con sdegno.
Figura scomoda, già due anni dopo, nel 1421 fu accusato di avere aiutato i da Carrara, nemici di Venezia e di aver dato aiuto ad un falsario di monete. Reati che lo portarono nelle carceri di Udine, dove fu decapitato il 19 marzo di quell’anno. Si estinse così il casato, essendo che Pileo, figlio di Marco, fuggì dal Friuli facendo perdere le proprie tracce.
Ingresso al Castello. (Foto AFIP).
I Veneziani investirono del feudo Antonio di Sbruglio nel 1428. Fecero però opposizione gli eredi di Marco e altri nobili con loro imparentati, cosa che portò il castello di Moruzzo tra le proprietà del conte Antonio di Polcenigo nel 1437. I figli di questo, nel 1465, in quanto ormai in rovina, chiesero il permesso della Repubblica per cederlo ad Antonio Arcoloniani di Udine, di modo che questo lo restaurasse con le sue ampie sostanze. L’atto fu perfezionato il 29 aprile 1466, ma solo nel 1474 la giurisdizione passò da Fagagna alla famiglia.
Il 1 novembre 1477 Moruzzo fu incendiato dai Turchi, si erano nuovamente spinti in Friuli. Fu riparato da Leonardo Arcoloniani, che il 20 dicembre 1491 a tale scopo prese 100 ducati a in prestito. In questo periodo fu ampliato il mastio.
Il 27 febbraio 1511 scoppiò la grande rivolta contadina del giovedì grasso, che portò la fazione degli Zamberlani a devastare anche Moruzzo. Questo fu l’ultimo atto guerresco che vide il castello di Moruzzo protagonista. Gli Arcoloniani ne ebbero la proprietà per altri tre secoli e mezzo, periodo nel quale fecero continue migliorie e lo trasformarono in residenza di campagna. La proprietà passò poi per eredità ai conti di Codroipo e quindi ai conti Gropplero di Troppenburg, che lo tennerò sino al 1953, quando lo acquistò il commendator Antonio Bardelli.
Oggi la struttura risulta un po’ snaturata dagli interventi succedutisi in questo secolo, per motivi conservativi, soprattutto dopo la demolizione della cortina di mura che lo circondava.
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