di Giorgio De Zorzi
Il castello di Susans o Villa Colloredo-Mels, si trova nell'omonima frazione del comune di Majano, in provincia di Udine. Si presenta come ben conservato, posto sulla sommità del colle di Susans. Sorge su una terrazza artificiale a gradini ed è cinto da un ampia muraglia con piccole torri. Restaurato dopo il terremoto si presenta in tutta la sua spettacolarità, sia esterna che interna.
La località di Susans viene citata in un documento del Patriarca Poppone del 1036, in cui si legge che viene fatta donazione alle monache di Santa Maria di Aquileia, di un terreno in località “villa de Suzen” (o Susan, Suzan).
Il castello di Susans fu invece costruito in seguito. Sappiamo che Asquino di Varmo il 16 marzo 1291, lasciava con testamento i castelli di Pers e di Susans ai figli Federico e Walterpertoldo.
Fu a lungo possesso dei Varmo e dei loro consanguinei, i signori di Pers, che incominciarono ad ingrandirlo ed abbellirlo dal 1304. Nel 1312-13, a causa del fatto che Federico di Pers era alleato del Patriarca Ottobono de’ Razzi, il maniero fu assediato con molta violenza dai signori da Camino, sostenitori del conte di Gorizia. Lo difendeva Bertoldo di Buja, parente dei Pers, dato che il capo famiglia Federico era stato ferito nell’assedio del castello di Pers, sempre per le lotte con i conti di Gorizia. Bertoldo dovette poi scendere a patti, grazie ai quali fu conquistato, concedendo agli assediati di potersene andare senza danni alle persone.
Il castello venne quindi affidato al cividalese Viscardo de Portis, marchese di Pietrapelosa, anche se dopo non molto ritornò di proprietà dei Pers, con il patto di rimanere neutrale e non allearsi ne con il Patriarca, ne con gli Udinesi. I patti non vennero però rispettati e il castello fu di nuovo assalito e, mentre gli abitatori riuscirono a riparare a Gemona, abbattuto sino alle fondamenta. Nuovamente ricostruito dai Pers, questi lo cedettero ai Colloredo, che in quel periodo andavano accrescendo la loro autorità nella zona, avendo da poco fondando anche un castello nei loro possedimenti di Colloredo di Monte Albano e uno presso Mels.
Il castello subì nuovamente un memorabile assalto e saccheggio nel 1511, durante la sommossa della “crudel zobia grassa”, nata dalle lotte fra i Della Torre, del partito degli Strumieri e i Savorgnano, del partito degli Zamberlani. Nel febbraio di quell’anno, venne dato alle fiamme dai contadini aizzati dal Savorgnano. E subido dopo venne lesionato dal terremoto del 26 marzo.
Il Castello di Susans. (Foto AFIP).
Nonostante ciò rimase militarmente agibile, se nel 1513 in questo castello, Camillo di Colloredo riuscì a resistere eroicamente alle truppe imperiali di Massimiliano d’Asburgo, guadagnandosi l’encomio di Venezia. Tuttavia, dopo alcuni decenni da queste vicende, sul finire del Cinquecento, il maniero cadde in rovina.
Lo riattivò nel 1636 il conte Fabrizio II di Colloredo Mels, marchese di Santa Sofia e marchese maggiordomo maggiore della corte di Toscana, che promosse un restauro da cui prese l'aspetto attuale. Il nipote di Fabrizio, Fabio, seguì direttamente i lavori, che terminarono verso il 1640.
Il Castello di Susans subì alcuni gravi danni durante il terremoto del 1976, ma la robusta struttura resse e venne presto restaurato. Oggi il castello, da cui si gode una magnifica vista su tutto il Friuli, è di proprietà privata e viene utilizzato per manifestazioni e ricevimenti.
Il castello di Susans si presenta a pianta rettangolare con torri quadrate, sullo stile dei castelli toscani, unico esempio in Friuli. La facciata è ingentilita dalla scala a rampe contrapposte che porta al piano nobile, dove s'apre un ampio salone.
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