Di Giorgio De Zorzi
Affacciata sull'Adriatico e immersa nella propria laguna, Grado è una delle realtà turistiche più originali del Friuli Venezia Giulia. Il territorio comunale comprende l'isola maggiore sulla quale sorge il centro storico, numerose isole e barene della laguna, Barbana, Grado Pineta, Fossalon e altre aree che compongono un paesaggio nel quale mare, acqua salmastra, canali, terre emerse e zone agricole si incontrano in uno spazio relativamente ristretto. La laguna gradese si estende per circa 90 km² e comprende una trentina di isole, costituendo uno degli elementi ambientali più caratteristici del territorio italiano.
Grado è conosciuta come Isola del Sole, ma la sua identità va ben oltre quella di una tradizionale località balneare. Il suo centro storico conserva l'impianto dell'antico insediamento, con calli, campielli, case addossate e piccoli passaggi, mentre il rapporto con la laguna ha dato origine nei secoli a una particolare cultura marinara e a una gastronomia strettamente legata alla pesca.
Alla dimensione storica e ambientale si aggiunge quella turistica, sviluppatasi già nell'Ottocento e caratterizzata ancora oggi da spiagge sabbiose rivolte a sud, terme marine, percorsi ciclabili, attività nautiche e strutture ricettive. Il risultato è una località capace di unire patrimonio storico, mare, natura e benessere.
Le origini di Grado sono legate alla storia di Aquileia. In epoca romana l'isola svolgeva soprattutto una funzione portuale: il nome Gradus indicava infatti uno scalo, un approdo verso il mare. Il porto permetteva alle imbarcazioni di raggiungere l'area di Aquileia attraverso il sistema fluviale del Natissa.
La storia di Grado cambiò profondamente nel V secolo, quando le incursioni barbariche e soprattutto la distruzione di Aquileia da parte degli Unni di Attila nel 452 favorirono il trasferimento sull'isola di parte della popolazione e, successivamente, della sede patriarcale a causa dello Scisma dei Tre Capitoli. Grado divenne così un importante centro religioso e politico dell'Alto Adriatico.
Tra il VI e il VII secolo si sviluppò il grande complesso episcopale del Castrum, del quale fanno parte le principali basiliche paleocristiane ancora oggi visibili. La città rimase sede patriarcale autonoma anche dopo la ricomposizione dello scisma, sino al 1451, quando la Serenissima, dopo che nel 1420 aveva conquistato il Friuli, trasferì presso di sé il titolo patriarcale anche perché già dalla metà del XII secolo i patriarchi avevano trasferito la propria residenza a Venezia.
Nei secoli successivi Grado tornò a essere soprattutto una comunità di pescatori e rimase legata alla Repubblica di Venezia. Dal 1797 al 1918 appartenne ai domini asburgici. Fu proprio durante il periodo austro-ungarico che iniziò la trasformazione di Grado in moderna località balneare: alla fine dell'Ottocento l'isola era già conosciuta come stazione climatica e marittima, inaugurando una vocazione turistica destinata a diventare centrale nella storia contemporanea della città.
Il cuore culturale di Grado è il Castrum, l'antico nucleo fortificato della città. Le sue calli e piazzette permettono di leggere ancora oggi l'impianto dell'abitato antico e di raggiungere alcuni dei più importanti monumenti cittadini. Il sistema difensivo comprendeva torri e porte delle quali rimangono diverse tracce nella struttura urbana.
Il monumento più importante è la Basilica di Sant'Eufemia, principale edificio religioso di Grado e straordinaria testimonianza dell'architettura paleocristiana dell'Alto Adriatico. Accanto alla basilica si trovano il Battistero e il Lapidarium, che conserva reperti e testimonianze legate alla storia antica della città.
Altro edificio fondamentale è la Basilica di Santa Maria delle Grazie, anch'essa di origine paleocristiana, situata nel cuore del centro storico. La sua posizione, inserita nel tessuto delle antiche calli, permette di cogliere con particolare immediatezza il carattere raccolto dell'antico borgo.
Tra i luoghi da scoprire rientrano anche Piazza Biagio Marin, intitolata al grande poeta gradese, con i resti della Basilica della Corte, la Casa della Musica, il Porto Mandracchio e la Croce Patriarchina. Il porto, in particolare, mantiene ancora oggi un forte legame con la tradizione marinara della città e costituisce uno degli spazi più caratteristici del centro.
Una testimonianza particolarmente significativa della storia più recente è il Museo della Pesca e della Civiltà Lagunare, dedicato alla cultura dei casoneri, gli abitanti che per generazioni vissero nei caratteristici casoni della laguna. Il museo raccoglie strumenti di pesca, oggetti della vita quotidiana, testimonianze delle tecniche costruttive e materiali audiovisivi con le testimonianze degli ultimi casoneri.
A completare l'offerta culturale è il Museo Nazionale di Archeologia Subacquea dell'Alto Adriatico, ospitato a Grado e dedicato alla storia del patrimonio sommerso. Il suo elemento più importante è la Iulia Felix, nave mercantile romana scoperta nel 1986 nei fondali della laguna gradese insieme al suo carico di anfore. Il ritrovamento permette di comprendere l'importanza dei traffici marittimi dell'Alto Adriatico in epoca romana.
Anche l'architettura balneare costituisce una parte significativa del patrimonio gradese. Lungo il Lungomare Nazario Sauro, la diga e i viali della città si incontrano ville e strutture di gusto Liberty e mitteleuropeo, testimonianza della stagione in cui Grado divenne una delle più importanti stazioni balneari dell'Impero austro-ungarico.
La cultura gradese nasce dall'incontro fra la dimensione marinara, la storia religiosa e la vita della laguna. Per secoli la pesca ha rappresentato una delle principali attività della comunità e ha determinato non soltanto l'economia locale, ma anche il linguaggio, le abitudini alimentari e il modo di abitare il territorio.
Particolarmente importante è la tradizione dei casoni, semplici abitazioni costruite con materiali naturali e utilizzate dai pescatori durante i periodi trascorsi in laguna. La civiltà casonera rappresenta una delle espressioni più originali della cultura gradese e testimonia un modo di vivere strettamente adattato ai ritmi delle maree, della pesca e delle stagioni.
Un ruolo centrale nella cultura locale è svolto anche dalla figura del poeta Biagio Marin, una delle voci più importanti della letteratura italiana del Novecento, che nelle sue opere ha raccontato Grado, la sua lingua, il mare, la laguna e il mondo dei pescatori.
Il paesaggio di Grado offre una combinazione rara fra mare, laguna e zone umide. La scoperta del territorio può avvenire attraverso percorsi ciclabili, escursioni in barca, passeggiate lungo la costa e itinerari nella laguna, dove le terre emerse, i canali e le barene creano un ambiente in continua trasformazione.
Particolarmente importante dal punto di vista ecologico è la Riserva naturale regionale Valle Cavanata, situata interamente nel territorio comunale di Grado. Si tratta di una ex valle da pesca nella parte nord-orientale della laguna, trasformata in un'importante zona umida. L'area ospita oltre 270 specie di uccelli, circa 80 delle quali nidificanti, e durante le migrazioni può accogliere migliaia di uccelli acquatici. Tra le specie presenti figurano airone rosso, sterna comune, cavaliere d'Italia e oca selvatica.
La tutela di questo ambiente rappresenta uno degli aspetti più interessanti della dimensione ecologica di Grado: il territorio non è soltanto una destinazione balneare, ma anche un importante luogo di conservazione della biodiversità.
Sul fronte balneare, Grado dispone di circa 120.000 m² di arenile, distribuiti nelle principali spiagge dell'isola, tra cui GIT, Costa Azzurra, Spiaggia al Bosco e Grado Pineta. Le acque basse e la progressiva profondità del fondale rendono le spiagge particolarmente adatte alle famiglie, mentre Grado Pineta è diventata anche un punto di riferimento per il kitesurf.
Un'altra caratteristica della località è la tradizione delle Terme marine, sviluppatasi già durante il periodo austro-ungarico. L'utilizzo dell'acqua marina per trattamenti e benessere ha contribuito a costruire l'identità di Grado come località non soltanto balneare, ma anche termale e climatica.
Grado è la tappa terminale della ciclabile FVG1, tratto della ciclabile Alpe-Adria, una delle più belle d’Europa che collega la città austriaca di Salisburgo con Grado. L’isola del Sole è infatti particolarmente adatta al turismo in bicicletta, grazie alla conformazione prevalentemente pianeggiante del territorio e alla presenza di percorsi che permettono di muoversi tra centro abitato, spiagge, pineta, laguna e aree rurali. La bicicletta è uno dei modi più piacevoli per scoprire l'isola, alternando il centro storico alle zone costiere e agli ambienti naturali della laguna.
Tra gli itinerari più interessanti vi sono quelli che attraversano Grado Pineta e raggiungono la Riserva naturale regionale Valle Cavanata, permettendo di pedalare a contatto con il mare, in un paesaggio caratterizzato da pinete, zone umide e ambienti agricoli. Particolarmente suggestivo è anche il percorso che conduce verso Fossalon, dove il paesaggio lagunare lascia spazio alle campagne bonificate e agli spazi aperti della parte più orientale del territorio comunale.
La rete ciclabile consente inoltre di raggiungere con facilità le diverse zone dell'isola evitando, per quanto possibile, il traffico automobilistico. Per chi desidera una vacanza attiva ma rilassata, la bicicletta diventa così uno strumento privilegiato per conoscere Grado, seguendo strade secondarie, argini e percorsi immersi nel paesaggio e fermandosi nei punti panoramici, nelle spiagge e nelle aree naturalistiche lungo il percorso.
La cucina di Grado è inseparabile dalla sua storia di comunità di pescatori. L'isolamento dell'isola e la disponibilità di pesce proveniente direttamente dalla laguna e dall'Adriatico hanno dato origine a una gastronomia fortemente caratterizzata dai prodotti ittici locali.
Il piatto più rappresentativo è il boreto a la graisana, preparazione tradizionale a base di pesce accompagnata dalla polenta. Non si tratta di una semplice zuppa di pesce, ma di una ricetta legata alla cucina quotidiana dei pescatori e caratterizzata da una preparazione essenziale.
Tra gli altri piatti tradizionali meritano attenzione il bisato in speo, cioè l'anguilla allo spiedo, le sardele e sarduni, le sepe sofegae e lo sguasseto de masurin, preparazioni che raccontano la varietà del patrimonio gastronomico lagunare. Anche molluschi e crostacei della zona hanno un ruolo importante nella cucina locale.
L'offerta gastronomica si completa con ristoranti, trattorie, locali sul porto e strutture ricettive distribuite nel centro storico, lungo la costa e nelle diverse zone dell'isola. A Fossalon, la parte agricola del territorio comunale nata dalle bonifiche del Novecento, il paesaggio cambia radicalmente e alla dimensione lagunare si affianca quella rurale.
Il calendario gradese riflette la varietà dell'identità cittadina e comprende manifestazioni religiose, culturali, musicali, gastronomiche e sportive.
La più importante manifestazione popolare-religiosa è il Perdòn di Barbana, pellegrinaggio votivo in barca che si svolge ogni anno la prima domenica di luglio. La tradizione risale al 1237, quando la comunità attribuì alla Madonna di Barbana la fine di una grave pestilenza. La processione parte dal centro di Grado e attraversa la laguna accompagnata da numerose imbarcazioni. Il Perdòn è preceduto dal Sabo Grando, il grande sabato che inaugura il fine settimana della festa. Le imbarcazioni addobbate attraversano la laguna fino a Barbana, trasformando l'acqua in un grande corteo votivo.
Tra gli appuntamenti legati alla cultura marinara si distingue la Sardelada, dedicata al pesce e alla cucina tradizionale gradese. Sul versante culturale trovano spazio concerti estivi, appuntamenti letterari sulla spiaggia, il Festival della Canzone Gradese e il Puppet Festival.
Non mancano manifestazioni legate alla gastronomia e alle tradizioni locali, come la Festa degli asparagi, oltre ad appuntamenti sportivi, eventi estivi e iniziative che animano il centro storico, il porto e le spiagge durante la stagione turistica.
La programmazione contribuisce così a mantenere viva la città anche oltre la tradizionale stagione balneare, offrendo occasioni diverse per conoscere Grado attraverso la sua cultura e la sua comunità.
Grado è una destinazione da vivere senza fretta, seguendo il ritmo delle maree, delle passeggiate sul lungomare e delle piccole strade del centro storico. Tra luce, acqua e silenzio, l'isola regala un'atmosfera particolare, capace di cambiare volto ad ogni stagione. Un luogo in cui fermarsi, respirare e lasciarsi accompagnare dal fascino discreto dell'Adriatico.
Viaggio in Friuli Venezia Giulia - AFIP