di Giorgio De Zorzi
Nel comune di Magnano in Riviera, in provincia di Udine, si possono ancora ammirare i resti dell’antico Castello di Prampero, che sorgono poco prima del capoluogo e si raggiungono con una breve strada che conduce al sito archeologico. L’area è proprietà privata.
Questo antichissimo castello, secondo alcuni studiosi, sorge dove, prima della sua costruzione, c’era una vedetta per il controllo dell'importante sistema viario della Julia Augusta, strada che da Aquileia partiva verso il Norico, ossia il confine danubiano.
Fu costruito nel 1025 quando il Patriarca di Aquileia Poppone di Treffen concesse di costruire un castello ai suoi feudatari, la famiglia Brantberg origiaria di Augusta in Baviera. Il nome della famiglia deriva dall’unione di Brant (luogo disboscato col fuoco) e Berg (monte). Che poi divenne Prampero, come troviamo nel 1107: “Gotstcalc de Prantpero”.
Tra il IX e il X secolo una delle principali vie di comunicazione in Friuli era la strada che portava da Cividale a Venzone e che costeggiava tutti i rilievi. Mentre la pianura era oggetto di continue incursioni ungare, che irrompevano dalla valle del Vipacco presso Gorizia, la parte collinare e prealpina rappresentava una zona molto fortificata, appunto a protezione della strada prima menzionata, che giungedo a Venzone conduceva in Germania.
La prima citazione del Castello di Prampero è dell’aprile 1265: “de uno colle sito in villa de Prampergo”. Un primo atto divisorio della famiglia fu effettuato nel 1271 e altri nel 1279 e nel 1307. Siccome quest'ultima volta si era provveduto alla spartizione di ogni castello, venne deciso per ragioni di natura politica che ogni linea di discendenza dovesse avere un suo maniero.
La famiglia di Prampero partecipò attivamente alle lotte del Friuli ed acquistò anche, in varie epoche successive, i castelli di Ravistagno, Pers, Buja, La Chiusa, Tricesimo, Susans, Artegna, Invillino, Cusano, Moniano (Istria). Disposero inoltre anche di una torre a Cividale, città tra le più importanti del Friuli. Successero ai signori di Gemona nella carica di scalchi del Parlamento Friulano.
Nel 1325 il castello venne ancora diviso per eredità fra i discendenti. In seguito vi acquisirono alcuni diritti i Maniago, cosa che fu causa di varie lotte tra le due famiglie. Da parte del Patriarca, i Prampero furono riconfermati nell'investitura nel 1370, nel 1384 e in anni successivi. Nel 1394 vi tennero prigioniero Spinello di Castellano, ambasciatore di Papa Bonifacio IX presso il Re d'Ungheria.
I di Prampero furono tra i primi feudatari a fare dedizione a Venezia. E come svolsero un ruolo importante nella difesa del Patriarcato, cosi diedero il loro braccio a Venezia, come lo avrebbero offerto all'Italia in seguito. Diedero illustri rappresentanti in vari campi, ma all'apice dei loro pensieri è stata la Patria: "D'averla sempre servita come parlamentari e come militari e come cittadini e dall'averla confessata col scrficiio e col sangue essi ripetono la ragione della loro nobiltà".
Durante le lotte tra Strumieri e Zamberlani, nella rivolta dei contadini nel famoso "giovedì grasso" del 27 febbraio 1511 il castello fu rovinato da un incendio, causato soprattutto dall'inimicizia tra parenti. Venne ricostruito verso il 1576 e ulteriormente ristrutturato nel secolo XVII, assumendo una fisionomia meno militare e più residenziale.
Figurando tra i meglio conservati della regione, divenne dal 1961 al 1975 l’atelier del pittore Afro Libio Basaldella (Udine, 4 marzo 1912 – Zurigo, 24 luglio 1976). Legato da amicizia con Vittoria di Prampero, Basaldella propose di comprarlo, ma si giunse ad un accordo per un affitto ventennale. Ne fece il suo studio e il suo rifugio, soprattutto nel periodo estivo, praticamente sino alla morte.
Il gravissimo terremoto del 1976 lesionò profondamente il Castello di Prampero. Purtroppo solo la vicina chiesa di Santa Margherita fu restaurata subito dopo il sisma. Il complesso castellano era composto da una serie di edifici articolati attorno ad un cortile interno, tra questi vi erano la Torre quadrata, la domus residenziale, l'edificio con loggia rinascimentale. C’erano inoltre delle pertinenze rappresentate da un mulino, una chiesa, un orto e un frutteto.
Successivamente si intraprese un restauro che ha riportato il rudere alla sua dignità di castello. È stata ricostruita la torre nord coperta con loggia, il palatium, il muro di nord-est, il portale in pietra che immette nella corte. Il castello è privato e si può visitare solo in occasioni particolari. Il comune ha aperto alcuni percorsi che costeggiano il castello lungo il Rio Prampero.
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