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di Giorgio De Zorzi
Il toponimo Villalta è molto antico e da il nome a questo Borgo di Udine, perché questa era la strada che conduceva al castello di Villalta, appartenente ai della Torre, una delle famiglie più potenti della patria del Friuli. Il borgo fu anche chiamato San Denêl. Di Borgo Villalta facevano parte anche le attuali vie Superiore e Generale Antonio Baldissera.
Un documento del 1298 riporta: “Item dedi pro mundando Portam Burgi quo itur Villaltam”. Sin dal 1335 si trovava qui una Porta nella costruenda quinta cerchia delle mura della città.
Da documenti del 1354 abbiamo notizie che la custodia fosse affidata a dei cittadini, in quel caso: il conciapelli Bianco e il laborator Francesco.
Porta Villalta negli anni Trenta.
All’indomani delle scorrerie turche su Porta Gemona nel 1477, tutto il sistema difensivo della città venne rinforzato, affidando la sovrintendente per questi lavori a Giovanni Emo. Una lapide apposta alla torre ricorda i lavori.
La torre, alta 18 metri, munita di piccole finestre era presidiata da un certo numero di soldati che avevano al piano terreno il corpo di guardia e ai piani superiori l'abitazione del comandante. Nessun fatto glorioso si deve a questa Porta dove i custodi si susseguirono alla sorveglianza della torre, talvolta addirittura succedendo di padre in figlio.
Nell'ottocento Porta Villalta venne inclusa nella cinta daziaria ed allora cominciarono a vigilare i gabellieri. La Porta aveva davanti un ponte di pietra che fu distrutto in una rovinosa piena del Torre nel 1724.
Negli anni Trenta del Novecento qualche “coscritto” volle lasciare la sua firma: “1918 Nati al rombo del cannone”.
La torre, dopo la seconda guerra mondiale era in cattivo stato e si pensò ad abbatterla per "ragioni di igiene" ma per giorni e giorni sulla stampa locale infuriarono le polemiche tra i favorevoli alla demolizione e quelli che vedevano nell'antica Porta Villalta un monumento da salvare a tutti i costi.
Alla fine il Consiglio Comunale decise che Porta Villalta dovesse essere salvata dalla demolizione e così, per fortuna, è rimasta intatta fino ai nostri giorni con lo stemma della città affiancato dalle armi delle famiglie Savorgnano e del Torso, opere di un ignoto scalpellino udinese.
Il tessuto architettonico di Borgo Villalta era costituito da piccole case popolari e da botteghe artigiane. Al civico 30 di Via Gen. Baldissera, dove c'era l’osteria al Cantuccio, nel 1812 aveva sede l’osteria di Santa Lucia. Nel 1876 prese invece il nome Alla Vittoria che però nel 1883 divenne la bottega del fornaio Giacomo Bassi ed un pubblico locale con il nome di Caffè alle Alpi, venne aperto circa all’altezza del civico 38.
Una strada laterale è intitolata a Pietro Zorutti perché qui, al civico 13, il grande poeta friulano aveva la sua casa udinese. Una lapide del 27 dicembre 1892 lo ricorda nel centenario della sua nascita. La casa fu purtroppo distrutta da un bombardamento nel 1945 e la lapide fu ricollocata nel nuovo edificio nel 1959.
Porta Villalta.
Presso la porta, su piazzale Cavedalis, ha recentemente ripreso vita l’area che un tempo era occupata dalla storica birreria Dormisch. Questa fabbrica di birra era stata fondata nel 1881 da Francesco Dormisch a Resiutta, ma dopo dieci anni, nel 1891 decide di trasferirsi a Udine, sulla sponda del recente canale Ledra. Per insediare il suo stabilimento abbatterà la parte adiacente all’area delle mura cittadine e ricostruirà un nuovo ponte sul Ledra.
Nel 1928 l’arch. Ettore Gilberti progettò la costruzione, adiacente alla fabbrica, di Casa Dormisch, che ancora oggi si può ammirare. Nel 1961 il marchio passò alla Peroni, che lo gestì sino al 1988, quando fu decretata la chiusura. Nel 1967 lo stabilimento era stato ampliato su disegno di Emilio Mattioni, con un’originale forma a prua di nave. Dopo la chiusura però l’area fu abbandonata e venne anche semidistrutta da un incendio nel 1999.
La Danieli di Buttrio nel 2022 presentò un progetto che avrebbe finanziato per la riqualificazione dell’area, destinandola a polo di studio e ricerca, in collaborazione con il Malignani, e annessi spazi commerciali e parcheggio. L’area è stata inaugurata nel 2025.
Demolizione di casa Baldissera e costruzione del nuovo palazzo in Via Baldissera (Anni Sessanta).
Lo stabilimento Dormisch nel 1930.
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