di Giorgio De Zorzi
Abano Terme, comune in provincia di Padova, è una località termale, situata ai piedi della parte settentrionale dei Colli Euganei, a una decina di km a sud-ovest da Padova. È il principale centro delle Terme Euganee (di cui fanno parte anche i comuni di Battaglia Terme, Galzignano Terme, Montegrotto Terme, Teolo).
I Colli Euganei si sono formati circa 34 milioni di anni fa per una combinazione di sedimenti alluvionali e un’attività di tipo vulcanico. Questa ha generato la presenza di sorgenti calde. Le acque termali e ai fanghi curativi del Bacino Termale Euganeo erano conosciute e apprezzate fin dall’antichità per le loro proprietà benefiche. Le sorgenti, che sgorgano a temperature elevate dopo un lungo percorso sotterraneo, rappresentano ancora oggi la principale ricchezza del territorio. Nel corso dei secoli Abano ha saputo valorizzare questa risorsa naturale, trasformandosi in un importante centro dedicato alla salute, al benessere e all’ospitalità.
Oggi la città si presenta come una elegante località turistica, caratterizzata da ampi viali alberati, parchi, alberghi termali e un’atmosfera tranquilla e rilassante. La vicinanza ai Colli Euganei permette inoltre di unire il soggiorno termale a passeggiate nella natura, escursioni e visite ai suggestivi borghi della zona. Il comune di Abano Terme (PD) ricade nel Parco regionale dei Colli Euganei. Grazie alla combinazione di benessere, cultura e paesaggio, Abano Terme continua a essere una delle mete più apprezzate del turismo termale italiano ed europeo.
Il nucleo storico della cittadina si è sviluppato più a nord del territorio, nella zona del Duomo e delle ville padronali, mentre a sud si è sviluppato il polo termale, nella zona degli storici hotel Orologio e hotel Trieste & Victoria, sorti presso il Parco del Montirone, un colle nell’abitato, dove fino agli anni Sessanta del secolo scorso sgorgava liberamente la sorgente che era la principale fonte delle terme, e a cui già attingeva acqua un tempo anche un acquedotto romano.
Dai Romani, infatti, questo luogo era conosciuto e citato da diversi autori latini, oltre che frequentato per sfruttare le virtù terapeutiche delle acque, chiamate “Aquae Patavinae”. Secondo alcune fonti, l'origine del nome Abano deriva da Fons Aponi cioè fonti del dio Aponus, il dio delle acque termali, il cui nome a sua volta risalirebbe alla radice indo-europea “ap" che significa "acqua". Abano pare che diede i natali a Tito Livio.
Dopo la caduta di Venezia, nel 1797, le proprietà terriere della zona passarono dalle famiglie nobili alla ricca borghesia locale, che cercò di incrementare l’attività termale e turistica investendo in strutture alberghiere e nelle terme. Tra questi l’imprenditore di famiglia ebraica Moisè Trieste, che nei primi decenni del XIX secolo acquistò diversi alberghi e affidò all’architetto Giuseppe Jappelli la ristrutturazione dell’area termale. A metà Ottocento nella zona del Parco del Montirone vi erano otto stabilimenti termali.
Con la Belle Époque e lo sviluppo della villeggiatura, Abano ebbe un notevole sviluppo, che si volle celebrare nel 1912 con la costruzione dell’imponente collonato neoclassico di ordine corinzio che si vede all'ingresso del parco. Abano dal 5 febbraio del 1918, in seguito alla rotta di Caporetto fu sede del Comando supremo italiano, che pose la sua sede nell’Hotel Trieste. Da qui il generale Armando Diaz il 4 novembre 1918 emanò il famoso “bollettino della vittoria", il cui testo si vede ancora oggi affisso sulla facciata. Fu Gabriele D’Annunzio a volere che il nome dell’hotel venisse modificato in Trieste & Victoria.
Il forte incremento turistico ad Abano Terme negli anni Cinquanta e Sessanta del novecento, portò allo scavo da parte delle strutture alberghiere di pozzi autonomi, che provocò l’abbassamento della falda e l’esaurimento della sorgente naturale del Montirone, che dovette essere sostituita con un sistema di pompaggio.
Nel 1966 l’area venne acquistata dal comune di Abano Terme e trasformata in parco.
Da vedere:
• Il Duomo - Edificio attuale è settecentesco e contiene diverse opere d’arte, anche se la facciata è novecentesca. Il campanile ha una base del IX secolo e fu completato nel 1315.
• Santuario della Beata Vergine della Salute – Il complesso quattrocentesco si trova in località Monteortone, ai piedi dell'omonima collina. Ospita un pregevole ciclo di affreschi di Jacopo da Montagnana, una Crocifissione di Jacopo Palma il Giovane ed un grandioso organo Tamburini a tre tastiere, uno tra i più grandi del Veneto.
• Monastero di San Daniele in Monte – Chiamato anche Castello di San Daniele, risale alla seconda metà del XI secolo. Fu eretto su commissione della nobile famiglia dei Montagnone, di origine longobarda, per celebrare il rinvenimento a Padova (1075) del corpo di San Daniele martire. Fu subito dopo affidato ai benedettini e dal 1461 ai Canonici regolari del Santissimo Salvatore di Venezia. Nella Seconda metà del Settecento il convento fu soppresso e comprato all’asta dalla famiglia Bonomi (poi Bonomi-Tedeschini) che lo ebbe in proprietà sino al 1944. Nel 1948 ebbe nuovamente destinazione religiosa accogliendo una comunità di monache benedettine proveniente da Fiume, in Croazia.
• Villa Bassi Rathgeb e Museo Civico – Villa cinquecentesca, sede del museo civico.
• Villa Rigoni Savioli – Villa cinquecentesca costruita in stile palladiano nel 1557 da Nicolò Malipiero.
• Villa Gottardo – Nota anche come Villa Cittadella-Vigodarzene, viene oggi chiamata anche Villa Foscolo, perché questa villa è stata determinata come la dimora in cui Ugo Foscolo scrisse Le ultime lettere di Jacopo Ortis.
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