Di Giorgio De Zorzi
Adagiata ai piedi del Monte Cuarnan e del Monte Cjampon, là dove il Tagliamento lascia le montagne per aprirsi verso la pianura, Gemona del Friuli, comune in provincia di Udine, è una delle località storiche più significative del Friuli. La sua posizione, da sempre legata alle vie di comunicazione verso le Alpi, ha favorito nei secoli la nascita di un centro ricco di storia, arte e tradizioni.
Oggi Gemona offre al visitatore un'esperienza particolarmente varia: il centro storico permette di scoprire un importante patrimonio medievale e rinascimentale, mentre appena fuori dall'abitato si aprono boschi, sentieri, corsi d'acqua e percorsi ciclabili. A rendere ancora più particolare la visita è la storia della sua ricostruzione dopo il terremoto del 1976, che ha trasformato Gemona in uno dei simboli della rinascita del Friuli. La città si presta così tanto a un itinerario culturale quanto a una vacanza attiva, con la possibilità di alternare monumenti, musei, passeggiate e percorsi in bicicletta.
Le origini di Gemona sono molto antiche e la sua posizione ai piedi delle vie che conducono verso il bacino del Tagliamento ne fece presto un luogo strategico. Il territorio fu frequentato in epoca preromana e romana e successivamente assunse un ruolo importante durante l'età longobarda.
È proprio in questo periodo che compare una delle più antiche testimonianze scritte della città: nel 611 Paolo Diacono ricorda Gemona come un luogo fortificato, posto lungo una direttrice attraverso la quale giungevano minacce provenienti da nord.
Gemona del Friuli. Duomo (Foto AFIP)
Gemona del Friuli. Via Bini (Foto AFIP)
Nel Medioevo il centro si sviluppò attorno al colle fortificato e conobbe una progressiva crescita economica grazie ai traffici diretti verso le regioni alpine. Gemona, posta all’imbocco delle valli alpine che conducevano nell’area germanica e danubiana, divenne una sorta di dogana, nella quale a tutti i mercanti era fatto obbligo di sostare e pagare una tassa. Divenne così una delle comunità più influenti del Patriarcato di Aquileia, consolidando il proprio ruolo politico e commerciale e arricchendosi di edifici religiosi e civili.
In seguito passò sotto il dominio veneziano, condividendo le vicende del Friuli fino alla fine della Serenissima e ai successivi cambiamenti politici che portarono all'annessione al Regno d'Italia. Perso il privilegio doganale, seppe comunque mantenersi un punto di riferimento economico-culturale per la zona, valorizzato in seguito dalla strada e ferrovia Pontebbana.
Il momento più drammatico della storia recente arrivò nel terremoto del Friuli del 1976, quando le scosse del 6 maggio e dell’11 e 15 settembre colpirono duramente la città. Il Duomo, il castello e numerosi edifici del centro storico subirono gravissimi danni o crollarono.
La ricostruzione divenne però una straordinaria esperienza collettiva: il patrimonio storico fu recuperato, spesso ricomponendo gli elementi originari, e il centro urbano tornò progressivamente alla vita. Il volto attuale di Gemona è quindi anche il risultato di questa lunga opera di recupero, nella quale la conservazione della memoria è diventata parte della storia stessa della città.
Monumenti, musei e patrimonio culturale
Il cuore monumentale di Gemona si sviluppa lungo via Bini, una delle strade più caratteristiche del centro storico, sulla quale si affacciano antichi palazzi, portici e corti interne. Il percorso conduce al Duomo di Santa Maria Assunta, imponente edificio trecentesco che domina la città con la sua facciata in pietra e il vicino campanile. Il complesso conserva importanti opere d'arte e testimonianze della storia religiosa gemonese, mentre la Museo della Pieve e Tesoro del Duomo, ospitato nell'antica canonica trecentesca, custodisce oreficerie, codici miniati, paramenti e opere d'arte. Tra i pezzi più preziosi spicca l'ostensorio realizzato da Nicolò Lionello nel Quattrocento; l'archivio conserva inoltre il celebre registro battesimale del 1379.
Dal centro storico lo sguardo sale verso il Castello di Gemona, costruito sul colle che domina l'abitato e da secoli elemento caratterizzante del paesaggio cittadino. Il percorso urbano permette inoltre di incontrare Palazzo Elti, sede del Museo Civico, e numerosi edifici storici che testimoniano la ricchezza raggiunta dalla città in epoca medievale e veneziana. Particolare interesse rivestono Casa D'Aronco, legata alla famiglia dell'architetto Raimondo D'Aronco, e Casa Antonelli, con le sue decorazioni e bifore trecentesche.
Una presenza culturale del tutto particolare è la Cineteca del Friuli, ospitata dal 1997 nello storico Palazzo Gurisatti. Nata proprio a Gemona dopo il terremoto del 1976, conserva un vasto patrimonio di pellicole, fotografie, libri, riviste, manifesti e materiali audiovisivi, costituendo un importante punto di riferimento per la memoria cinematografica del Friuli e per gli studiosi della storia del cinema.
Tra gli altri luoghi significativi si distingue il Santuario di Sant'Antonio, legato alla tradizione della presenza del santo a Gemona del Friuli, mentre nella zona di Ospedaletto sono ancora riconoscibili i resti dell'antico sistema fortificato. Nel complesso, il patrimonio cittadino permette di attraversare epoche molto diverse senza perdere il filo di una storia fortemente legata alla posizione strategica di Gemona e al suo rapporto con il territorio alpino.
Cultura, tradizioni e identità
La cultura gemonese conserva un forte legame con la tradizione friulana e con una dimensione comunitaria costruita nel corso dei secoli. La lingua friulana, nella sua variante centro-orientale, è parte dell'identità locale e si accompagna a un patrimonio di consuetudini, toponimi e forme di vita che testimoniano il rapporto storico fra la città e il territorio rurale circostante.
Una delle tradizioni più caratteristiche si svolge all'Epifania ed è la famosa Messa del Tallero, un’antica cerimonia che si svolge ogni 6 gennaio e nella quale il centro storico viene attraversato da un corteo in costume. Il momento centrale è la celebrazione in Duomo, preceduta dalla proclamazione simbolica del Tallero e accompagnata da una rievocazione che richiama le antiche consuetudini cittadine. La manifestazione rappresenta ancora oggi uno dei momenti più riconoscibili della tradizione gemonese.
Turismo slow, natura e cicloturismo
La posizione di Gemona offre la possibilità di passare in pochi minuti dal centro storico agli ambienti naturali delle Prealpi Giulie. I versanti del Cuarnan e del Cjampon offrono numerosi itinerari escursionistici, mentre nella fascia collinare e pedemontana si incontrano boschi, radure, corsi d'acqua e punti panoramici. Particolarmente interessante è l'area della Sella Sant'Agnese, con la sua chiesetta e i percorsi che conducono verso il paesaggio montano, mentre nella zona di Ospedaletto il territorio conserva anche il Lago Minisini e ambienti legati all'acqua.
Un'altra caratteristica del territorio gemonese è la presenza delle risorgive e dei corsi d'acqua della piana, elementi che hanno avuto un ruolo importante nella storia agricola locale e che oggi costituiscono interessanti ambienti da esplorare lentamente. Questo rapporto fra acqua, campagna e montagna rende Gemona adatta a un turismo attivo ma non necessariamente impegnativo, con itinerari adatti sia agli escursionisti sia a chi desidera semplicemente passeggiare nella natura.
Per il cicloturismo Gemona occupa una posizione particolarmente favorevole. Qui passa la Ciclovia Alpe Adria FVG1, che attraversa il Friuli da Tarvisio verso Udine, Palmanova, Aquileia e Grado, mentre la città costituisce anche un punto di collegamento con altri itinerari regionali. La presenza della stazione ferroviaria rende inoltre possibile combinare bicicletta e treno, soluzione particolarmente interessante per chi vuole visitare il territorio senza utilizzare l'automobile.
Tra gli itinerari più piacevoli si trova l'Anello dei borghi medievali, percorso cicloturistico che collega Gemona e Venzone attraversando il paesaggio del Tagliamento. Per gli appassionati di mountain bike sono disponibili inoltre diversi percorsi attraverso boschi e ambienti collinari, capaci di offrire una lettura naturale del territorio.
Ospitalità ed eccellenze gastronomiche
La gastronomia gemonese conserva soprattutto il carattere della cucina rurale friulana, con una particolare attenzione ai prodotti caseari e alle preparazioni nate dalla tradizione contadina. Da menzionare il formaggio che nasce dal patrimonio delle latterie turnarie, sistema cooperativo attraverso il quale le famiglie contadine conferivano il latte per la produzione comune del formaggio. La Latteria turnaria di Campolessi, conservata e valorizzata dall'Ecomuseo delle Acque del Gemonese, permette di conoscere concretamente questa parte della cultura agricola locale.
Accanto ai formaggi, uno dei prodotti caratteristici del gemonese è il pan di sorc, un pane dolce e speziato preparato tradizionalmente con farina di mais cinquantino, segale e frumento, arricchito con fichi secchi, uvetta e semi di finocchio. Nato come preparazione delle famiglie gemonesi per le festività natalizie, è stato recuperato e valorizzato dall'Ecomuseo delle Acque e da Slow Food, diventando uno dei prodotti simbolo della gastronomia locale.
La cucina delle osterie e dei ristoranti permette poi di incontrare le preparazioni più tipiche della tradizione friulana, dalle carni ai salumi, dalla polenta ai formaggi, con una proposta che si presta tanto alla convivialità quanto alla scoperta dei prodotti del territorio. Per il visitatore, la gastronomia diventa così un modo concreto per conoscere l'antico paesaggio agricolo di Gemona e le abitudini alimentari che ne hanno accompagnato la storia.
Eventi e manifestazioni culturali
Tra gli appuntamenti annuali più caratteristici figura innanzitutto quello che si svoge all’Epifania: la Messa del Tallero. Ogni 6 gennaio, da almeno trecento anni, porta nel centro storico cortei, figuranti e celebrazioni legate alla tradizione cittadina che culminano nella messa del Duomo, dove il Sindaco consegna un simbolico tallero d’argento all’arciprete, simbolo della condivisione con la comunità della prosperità generata dagli antichi proventi doganali su una base di comune concordia.
In autunno si svolge invece Gemona, formaggio... e dintorni, manifestazione enogastronomica dedicata soprattutto alla produzione casearia e alle tradizioni agricole. L'appuntamento dal 2001 si svolge normalmente nel mese di novembre nel centro storico, affiancando degustazioni e iniziative dedicate ai prodotti agroalimentari alla tradizionale Festa del Ringraziamento.
Gemona è una città da attraversare con curiosità, passando dalle pietre del suo centro storico ai sentieri che salgono verso la montagna. Qui il paesaggio conserva insieme la memoria di una storia antica e la traccia discreta di una comunità che ha saputo ricominciare.
Viaggio in Friuli Venezia Giulia - AFIP