Di Giorgio De Zorzi
Nel cuore della Carnia, alla confluenza del Tagliamento e del But, Tolmezzo, comune in provincia di Udine, rappresenta da secoli il principale centro di riferimento della montagna friulana.
La sua posizione, al centro di importanti vie di comunicazione verso le diverse vallate carniche, ne ha favorito lo sviluppo commerciale e culturale, trasformandola nel tempo in una città alpina dal carattere particolarmente originale. Il centro storico conserva ancora oggi l'impronta della Tolmezzo medievale e veneziana, arricchita dalle eleganti architetture settecentesche nate durante il periodo di maggiore prosperità economica.
Visitare Tolmezzo significa quindi incontrare una città che non si limita a essere punto di passaggio verso le montagne. Sotto i suoi portici, nelle piazze e nei palazzi storici si può leggere la storia della Carnia, mentre nelle frazioni il paesaggio conserva borghi, pievi, mulini e testimonianze di una civiltà alpina profondamente legata alla terra.
A questa dimensione si aggiunge un patrimonio museale di grande valore, capace di raccontare la vita quotidiana delle comunità carniche attraverso oggetti, costumi, abitazioni e antichi mestieri.
Tolmezzo - Illegio. Chiesa di S. Floriano (Foto Wikipedia)
Le origini di Tolmezzo sono probabilmente preromane, mentre il nome della località compare nei documenti medievali come Tulmetium o Tumech, con una prima attestazione nel 1158. Sotto il dominio dei Patriarchi di Aquileia la città acquistò progressivamente importanza grazie alla sua posizione lungo le vie commerciali che collegavano la pianura alle vallate alpine. Tra XIII e XIV secolo Tolmezzo era già un centro vivace, protetto da una cinta muraria dotata di diciotto torri e tre porte.
La posizione strategica rese necessario rafforzare le difese della città. Alla fine del Quattrocento, nel clima delle incursioni ottomane che interessarono il Friuli, venne costruita la Torre Picotta, destinata a diventare uno dei simboli della Tolmezzo fortificata. Della cinta medievale rimane oggi anche la Porta di Sotto, mentre dell'antico castello patriarcale, situato sul colle di Prà Castello alle pendici del Monte Strabut, sopravvivono soprattutto tracce e testimonianze archeologiche.
Un passaggio fondamentale nella storia economica della città si verificò nel Settecento con Jacopo Linussio, imprenditore originario di Tolmezzo che trasformò la produzione tessile carnica in una grande attività manifatturiera. La ricchezza generata da questa industria contribuì profondamente alla trasformazione urbanistica e architettonica della città, lasciando palazzi, residenze e decorazioni che ancora oggi caratterizzano il centro storico.
Dopo le vicende della dominazione veneziana e la successiva appartenenza all'Impero asburgico, Tolmezzo entrò nel Regno d'Italia nel 1866. La sua posizione e il suo ruolo amministrativo e commerciale continuarono a rafforzarsi, fino a consolidarne il carattere di principale centro urbano della Carnia.
Tolmezzo - Illegio. Chiesa Conversione di S. Paolo (Foto Wikipedia)
Il modo migliore per scoprire Tolmezzo è iniziare dal Borgat, il nucleo storico raccolto intorno a Piazza Mazzini. Qui si trova la chiesa di Santa Caterina, ricostruita nel Settecento, che custodisce la celebre pala dello Sposalizio di Santa Caterina di Pomponio Amalteo. Poco distante si incontra Casa Janesi, elegante edificio tardo-medievale caratterizzato dalle bifore di gusto gotico veneziano, una delle testimonianze più interessanti dell'edilizia civile antica della città.
La passeggiata conduce quindi verso Piazza XX Settembre, il cuore monumentale di Tolmezzo, dominato dal settecentesco Duomo di San Martino, progettato dall'architetto Domenico Schiavi e consacrato nel 1764. L'interno conserva opere di importanti pittori veneti e friulani, tra cui dipinti di Nicola Grassi, oltre ad affreschi, tele e arredi che testimoniano la ricchezza artistica raggiunta dalla città nel Settecento. Attorno alla piazza si affacciano inoltre il Municipio e altri edifici storici, mentre portici e passaggi coperti invitano a proseguire la visita senza fretta.
Il patrimonio culturale di Tolmezzo trova la sua massima espressione nel Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, ospitato nello storico Palazzo Campeis. Le sue collezioni raccontano la vita delle popolazioni carniche attraverso abitazioni ricostruite, costumi, utensili, attrezzi agricoli, botteghe e oggetti legati ai mestieri tradizionali.
Il museo, nato dal lavoro di ricerca di Michele Gortani, costituisce una straordinaria testimonianza della cultura materiale della Carnia e permette di comprendere come si viveva nelle vallate alpine prima della trasformazione della società contemporanea.
A completare il percorso artistico è Palazzo Frisacco, edificio settecentesco utilizzato come spazio espositivo e culturale, mentre per comprendere la storia economica della città merita attenzione Palazzo Linussio, legato alla grande stagione manifatturiera settecentesca di Tolmezzo.
La vera particolarità culturale di Tolmezzo è il suo ruolo di luogo nel quale confluiscono le diverse identità della Carnia. La città è infatti il punto in cui arrivano e si incontrano tradizioni provenienti dalle vallate circostanti, ciascuna con proprie varianti linguistiche, gastronomiche e artigianali. Questa posizione ha contribuito a fare di Tolmezzo un centro di conservazione e diffusione della cultura carnica.
Un esempio straordinario è proprio il Museo Carnico, che non presenta la tradizione come qualcosa di astratto, ma attraverso gli oggetti concreti della vita quotidiana: le case, le cucine, i vestiti, gli strumenti del lavoro, le botteghe e gli utensili raccontano una società nella quale ogni elemento aveva una funzione precisa e nella quale il rapporto con la montagna condizionava ritmi, mestieri e relazioni sociali.
La cultura del territorio emerge anche nelle frazioni. Illegio, ad esempio, conserva un caratteristico tessuto di abitazioni con portali ad arco, antichi mulini e importanti testimonianze archeologiche legate alle chiese di San Floriano, Conversione di San Paolo e San Vito. Il borgo è inoltre diventato negli anni un importante luogo di incontro fra arte e spiritualità grazie alle mostre ospitate nella Casa delle Esposizioni, che hanno contribuito a far conoscere Illegio ben oltre i confini della Carnia.
Il territorio di Tolmezzo si estende nella grande conca formata dal Tagliamento e dal torrente But, offrendo numerose possibilità per chi desidera alternare la visita culturale a passeggiate e attività all'aperto. Una delle escursioni più immediate parte dal centro e conduce verso la Torre Picotta, dalla quale si apre un ampio panorama sulla città e sulle montagne circostanti. Il percorso permette così di collegare direttamente il centro storico al paesaggio, seguendo le tracce dell'antica Tolmezzo fortificata.
Di particolare interesse naturalistico è il biotopo di Curiedi, situato oltre la frazione di Fusea. L'area comprende tre importanti torbiere e una ricca varietà di specie vegetali; un sentiero naturalistico attrezzato permette di attraversare questo ambiente e di conoscerne le caratteristiche. È un luogo ideale per un'esperienza di turismo lento, lontana dai percorsi più frequentati e particolarmente adatta a chi desidera osservare da vicino uno degli ambienti umidi più interessanti della Carnia.
Il territorio offre inoltre numerose possibilità per escursioni a piedi, in bicicletta e mountain bike, sfruttando la rete di strade e percorsi che dalla conca raggiungono i piccoli abitati e le vallate circostanti. Per il cicloturista Tolmezzo rappresenta soprattutto un importante punto di passaggio e di partenza verso diversi itinerari carnici, grazie alla sua posizione centrale rispetto alle principali direttrici della montagna friulana.
Particolarmente suggestiva è anche la scoperta del paesaggio attraverso le frazioni: a Caneva e Casanova si trova la Pieve di Santa Maria oltre But, mentre a Illegio il percorso tra case, mulini e torrenti offre un'esperienza completamente diversa rispetto alla dimensione urbana del centro.
Tolmezzo è uno dei luoghi migliori per avvicinarsi alla cucina carnica, una gastronomia costruita nei secoli attorno ai prodotti della montagna, alle erbe spontanee, ai formaggi, alle patate, alla polenta, ai fagioli, ai funghi e alle carni. Nei ristoranti e nelle osterie della città si possono incontrare alcune delle preparazioni più caratteristiche della tradizione, come i cjarsons, il frico, il toc in braide, la polenta e le preparazioni a base di funghi ed erbe di montagna.
I cjarsons rappresentano forse meglio di ogni altro piatto la varietà gastronomica della Carnia: ravioli ripieni che possono essere dolci o salati e che cambiano ingredienti e aromi secondo tradizioni che cambiano da una valle all'altra. Il frico, invece, racconta il rapporto con la tradizione casearia, mentre il toc in braide esprime la semplicità di una cucina nata dalla necessità di trasformare pochi ingredienti locali in piatti sostanziosi e conviviali.
Ed infine arriviamo al dolce! Sì, perché proprio qui, secondo le ricerche fatte, è nato il Tiramisù, il famoso dolce con caffè e mascarpone. Fu creato tra il 1951 e il 1952 da Norma Pielli, cuoca e co-gestrice, insieme al marito Giuseppe (Beppino) Del Fabbro, dell'Albergo Roma di Tolmezzo. La prima testimonianza scritta del nome Tiramisù compare in un conto dell'Albergo Roma del 1959.
Accanto alla cucina trovano spazio i prodotti della montagna: formaggi di latteria e di malga, salumi, miele, marmellate, piccoli frutti e prodotti a base di mele. Proprio la mela è diventata negli ultimi decenni uno dei simboli gastronomici della città, dando vita a una manifestazione che ha trasformato il prodotto agricolo in occasione di incontro fra produttori, ristoratori, artigiani e visitatori.
L'ospitalità di Tolmezzo permette così di utilizzare la città come base per esplorare la Carnia, tornando poi nel centro storico per una cena, un aperitivo o una passeggiata serale sotto i portici. La dimensione urbana e quella montana rimangono costantemente in dialogo.
Tra gli appuntamenti ricorrenti più caratteristici di Tolmezzo spicca la Festa della Mela, manifestazione nata negli anni Novanta per valorizzare la produzione melicola locale e arrivata a costituire uno degli appuntamenti enogastronomici più riconoscibili della città. Nel tempo la festa ha ampliato la propria proposta, affiancando alla mela e alle produzioni agricole esposizioni, degustazioni, cucina, artigianato e iniziative culturali. Le fonti istituzionali la collocano ormai come una tradizione consolidata del calendario tolmezzino.
Un'altra manifestazione che appartiene alla vita della città è Tolmezzo in Fiore, nata come festa dei fiori e dedicata alla primavera, alle piante, al florovivaismo e alla trasformazione degli spazi del centro cittadino.
Nel periodo natalizio la città rinnova inoltre un calendario di appuntamenti legati alle festività, tra concerti, iniziative nel centro storico e tradizioni rivolte alle famiglie. Fra queste rientra La Befana scende dal campanile, che porta la figura della Befana nel cuore della città con una particolare discesa dal campanile del Duomo. La ricorrenza si inserisce nel più ampio patrimonio di iniziative popolari che animano Tolmezzo durante l'inverno.
Tolmezzo è una città da scoprire con lo sguardo rivolto contemporaneamente al passato e alle montagne che la circondano. Tra antichi portici, palazzi, musei, piccoli borghi e sentieri nel verde cuore della Carnia, che rivelano lentamente una storia fatta dimestieri, arte, commerci e comunità.
Viaggio in Friuli Venezia Giulia - AFIP