di Giorgio De Zorzi
La preistoria e protostoria
Da queste ipoteisi del passato si giunge all’indagine storica moderna riguardo a Udine. Numerosi reperti in nostro possesso testimoniano che il luogo era abitato fin dal II millennio a.C. in linea con lo sviluppo demografico che si ebbe in questo periodo in tutto il Friuli e nel Carso. La storiografia, almeno dalla secona metà del Novecento in poi, ha indicato l’origine del colle come naturale, di origine morenica, relegando al leggendario quello che fu scritto nel passato.
Tuttavia, con un colpo di scena che ogni tanto la storia riserva, nell’aprile 2022, grazie ad una attività di sorveglianza archeologica sui lavori per la costruzione di un ascensore, si è pervenuti al risultato, confermato dall’Università di Padova, che invece il colle è del tutto artificiale e che la sua costruzione risalirebbe a circa 3500-3000 anni fa, all’età del Bronzo (II millennio a.C.). Addirittura si tratterebbbe del più grande “mound” (così si chiamano questi cumuli in archeologia) d’Europa! Una storia, quindi, quella delle origini di Udine tutta da riscrivere.
Perchè oltre a questa ultima scoperta, qualche anno prima, dei lavori in Via Manin, presso la sede della Società Filologica Friulana, hanno portato alla luce tracce di un aggere difensivo risalente all’età del bronzo medio (databile in Europa e in Italia all'incirca tra il 1650 e il 1350 a.C), prima conferma archeologica nella definizione del perimetro di quello che doveva essere un castelliere: un tipo di villaggio fortificato preistorico con una precisa struttura. La cultura dei castellieri (cjastelîrs in friulano) si sviluppò in Istria nell'età del bronzo medio, per espandersi successivamente nel resto della Venezia Giulia, in Friuli, Dalmazia, Veneto e zone limitrofe. Durò oltre un millennio (dal XV al III secolo a.C. circa) ed ebbe termine solo con la conquista romana.
Questo castelliere, addossato al colle, che costituiva forse uno dei suoi vertici (come frequentemente si riscontra in altri esempi) sarebbe il primo nucleo abitato nel territorio di Udine.
Questa scoperta rappresenta una conferma gli studi condotti dal prof. Achille Tellini, che fu lo studioso che si dedicò per primo al problema dei castellieri in Friuli, guidato dai lavori di Lodovico Quarina. Il prof. Tellini indicò i confini di questo castelliere preistorico, ponendolo a sud-ovest del colle, partendo da porta Manin, e lungo le attuali piazza Patriarcato (Giardino Ricasoli), via Piave, via Gorghi, via Crispi fino ad arrivare in piazza Garibaldi, dove sono presenti rialzi di terra ancora oggi ben marcati e disposti secondo un disegno razionale.
La superficie di un castelliere era usualmente dai 2 ai 4 ettari. Quello di Udine ne misurerebbe 15 (sarebbe pertanto proporzionato al colle), rappresentando indubbiamente il più vasto fra quelli scoperti.
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